28 Febbraio 2013

In bilico i Monti bond di Mps

In bilico i Monti bond di Mps
 

Palazzo Chigi rassicura: l’ ok arriverà tra oggi e domani. In Fondazione prime aperture sulla riduzione dei rappresentati di Comune e Provincia. Il Consiglio di Stato respinge la richiesta di stop del Codacons di Luca Gualtieri Spunta un nuovo scoglio sulla via del rilancio del Monte dei Paschi . A una manciata di ore dal primo marzo, data fissata per l’ emissione dei Monti bond da 3,9 miliardi, si profila l’ ipotesi di un rinvio dell’ operazione. Come noto, lo Stato italiano è pronto a sottoscrivere obbligazioni speciali per un importo di 3,9 miliardi, di cui 1,9 per riscattare e sostituire i vecchi Tremonti bond e i restanti 2 miliardi come emissione aggiuntiva. Si tratta di una tappa obbligata verso il raggiungimento delle soglie patrimoniali fissate dall’ Eba ed evitare quindi pericolosi attacchi speculativi. Secondo quanto riportato dall’ agenzia Bloomberg ieri mattina, dopo il risultato molto incerto delle elezioni, il governo ad interim guidato da Mario Monti potrebbe lasciare il salvataggio di Mps in eredità al prossimo esecutivo, che al momento appare ancora molto lontano. Le ragioni del possibile rinvio non sono ancora chiare, ma secondo fonti parlamentari andrebbero ricercate nell’ inatteso esito del voto. C’ è poi l’ iniziativa del Codacons che, dopo il ricorso bocciato dal Tar per la sospensione dei Monti bond, ha presentato appello al Consiglio di Stato. La mossa viene motivata col fatto che dall’ emissione degli aiuti di Stato deriverebbe un «danno alla concorrenza». L’ associazione dei consumatori, tuttavia, ha già incassato un primo no dal giudice speciale, che ha respinto la richiesta di sospendere in via urgente l’ ordinanza del Tar. «Da un primo esame», si legge nel decreto monocratico, «non appaiono sussistere presupposti per il rilascio della richiesta misura cautelare provvisoria presidenziale rispetto all’ attività amministrativa dispiegata, che forma l’ oggetto del processo». Pertanto, per la discussione è stata fissata la camera di consiglio del 22 marzo prossimo. Le indiscrezioni su un rinvio dei Monti bond sono state respinte ufficiosamente da fonti vicine al dossier. «Non c’ è nessun problema politico. Tutto procede secondo i piani», si fa sapere da Palazzo Chigi, lasciando dunque intendere che non vi dovrebbe essere alcun rinvio. In ogni caso l’ incertezza ha pesato sul titolo Mps , che ieri in borsa è stato oggetto di forti vendite. Dopo aver perso oltre il 4 % le azioni del gruppo senese hanno chiuso in calo del 2,11% a 0,20 euro. Altro tema che in queste ore tiene banco a Siena è la riforma dello statuto della Fondazione Mps , azionista di maggioranza relativa della banca. Ieri si è tenuto un primo vertice informale per definire gli interventi principali, in vista della riunione di domani della deputazione generale. L’ obiettivo è integrare e correggere la bozza elaborata nelle scorse settimane dall’ avvocato Angelo Benessia, legale storico dell’ ente. Si tratterà di un’ opera di difficile mediazione sulla quale si preannuncia scontro aperto tra i diversi «elettori» della Fondazione. L’ argomento più spinoso è rappresentato dalla composizione dalla deputazione generale, l’ organo di governo allargato di Palazzo Sansedoni. Attualmente dei 16 deputati otto sono nominati dal Comune di Siena, cinque dalla Provincia, uno dall’ Università, uno dalla Regione e uno dalla Curia. L’ intenzione sarebbe ridimensionare il peso di Comune e Provincia per allentare la morsa della politica sulla banca e fare spazio ad altre realtà come accademie, volontariato e Camera di commercio, ma la strada si prospetta in salita. Dall’ incontro di ieri è emerso però un ammorbidimento delle posizioni più conservatrici e una prima timida apertura alle ipotesi di riforma. Ulteriori passi avanti sono attesi per il vertice di domani al quale parteciperà lo stesso Benessia. (riproduzione riservata)

di luca gualtieri

 

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