28 Febbraio 2013

Il Comune di Furnari e 120 cittadini parte civile

Il Comune di Furnari e 120 cittadini parte civile

 

BARCELLONA. Il Comune di Furnari e in proprio un gruppo di 120 privati cittadini che risiedono nel paese che confina con la discarica di Mazzarrà, assieme all’ associazione dei consumatori Codacons, sono stati ammessi dal giudice monocratico Maria Celi parte civile nella prima udienza utile del processo in cui sono imputati i vertici della società TirrenoAmbiente. I legali delle parti civili, l’ avv. Massimo Alosi per il Comune di Furnari, l’ avv. Marco Cutuli per 113 privati cittadini costituitisi in comitato, l’ avv. Angela Pino per sei residenti che abitano sulla collina prospiciente la discarica, l’ avv. Antonio Cardile per il Codacons e per conto di un singolo cittadino affetto da gravi patologie, avevano già formalizzato in precedenza il deposito degli atti con la richiesta di costituzione di parte civile contro i due imputai, l’ ex presidente Sebastiano “Nello” Giambò e l’ amministratore delegato Pino Innocenti, chiamando in causa – quale responsabile civile per la rifusione dei danni – la società mista TirrenoAmbiente. Amministratore delegato ed ex presidente sono entrambi accusati di getto pericoloso di gas e persino di interruzione di servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti solidi urbani nell’ agosto del 2009. Ai gestori della discarica di Mazzarrà sarebbero attribuite dalla Procura di Barcellona le accuse di non aver impedito il diffondersi dei miasmi molesti che sarebbero stati causati dai rifiuti non trattati e dall’ immissione in atmosfera del biogas contenente idrocarburi metanici che non verrebbe adeguatamente captato, creando danni soprattutto alla popolazione residente di Furnari che dista dall’ impianto di smaltimento solo poche centinaia di metri. Imputati nel procedimento, oltre all’ amministratore delegato della TirrenoAmbiente, anche l’ ex presidente della stessa società mista, l’ ex sindaco di Mazzarrà Sebastiano “Nello” Giambò, 65 anni, condannato in primo grado nel processo Vivaio a 14 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e per questo detenuto nel carcere che ieri ha rinunciato a presenziare in aula. I legali degli imputati, gli avv. Walter Militi e Antonino Dalmazio, si erano opposti sollevando eccezioni all’ ammissione nel processo delle parti civili e chiesto per un imputato e la dichiarazione di nullità del decreto che dispone il giudizio per errata notifica. Il Tribunale ha respinto e aggiornato il processo al prossimo 13 maggio.4(l.o.)

 

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