Esplode la rabbia: «Poche corse, convogli in ritardo e wc fuori servizio»
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fonte:
- Corriere del Veneto
VENEZIA – Sono stufi i pendolari, quello di ieri mattina è l’ ennesimo intoppo di un disagio senza fine. «La situazione negli ultimi anni è peggiorata moltissimo – denuncia la portavoce Luciana Bombieri – e anche l’ orario cadenzato, che dovrebbe entrare in vigore a giugno, rischia di non risolvere granchè vista la poca manutenzione delle carrozze e le poche rotaie. Il problema principale è che i convogli non sono puntuali e vengono spesso soppressi, per di più senza adeguato preallarme agli utenti: una volta la cancellazione era un episodio straordinario, ora è la norma. E poi sui regionali le toilette, spesso due su due, sono fuori servizio, così come almeno due porte per treno risultano regolarmente bloccate, costringendo la gente a perdere altro tempo per salire e scendere». Altri crucci: il sovraffollamento («legato anche all’ aumento degli studenti pendolari per Venezia e Padova, perchè la crisi non consente a tutti di prendere casa nella città sede dell’ Università») e i tempi di percorrenza troppo lunghi. «Abbiamo mandato una mail a Trenitalia – rivela Bombieri – ci ha risposto sulla soppressione delle corse, motivandola con esigenze di manutenzione e garantendo che il quadro dovrebbe migliorare, ma sono anni che aspettiamo. Investimenti ne sono stati fatti e gli unici cambiamenti evidenti sono in peggio. Basta vedere l’ abbandono in cui versano molte stazioni, lasciate a loro stesse e infatti poco sicure, soprattutto di notte». Continue sollecitazioni, a Regione e Trenitalia, arrivano anche dalla Cgil, che con Ilario Simonaggio spiega: «Mancano i soldi per il servizio ferroviario in Veneto. Prima di tutto i 15 milioni di euro necessari a finanziare il contratto di servizio e poi gli 8 milioni che dovrebbero consentire l’ inizio dell’ orario cadenzato. Intanto i passeggeri devono fare i conti tutti i giorni con ritardi, treni soppressi a sorpresa, vagoni vecchi e pieni all’ inverosimile. C’ è uno scarto evidente tra le tante promesse e la realtà. Ora – conclude Simonaggio – aspettiamo l’ incontro con il presidente del Consiglio regionale, Clodovaldo Ruffato, e i capigruppo, da noi richiesto. Bisogna iniziare a fare ordine». Migliaia di segnalazioni, negli anni, sono partite dal Codacons Veneto. «La situazione è drammatica – sottolinea Luciano Ferro, responsabile di settore per l’ associazione dei consumatori – i viaggiatori che ci contattano, ormai esasperati, lamentano soprattutto la carenza di corse e la disinformazione totale nella quale Trenitalia tiene l’ utenza. Eppure per il gestore tutto fila sempre liscio. Siamo all’ assurdo, ci sono casi al limite della sopportazione, come quello della stazione di Quarto d’ Altino, che aspetta le pensiline dal 2002, anno dell’ inaugurazione. Per non parlare di convogli sempre più corti, perchè dotati di un unico capotreno che non può gestire da solo più di quattro carrozze, delle porte bloccate e di sale d’ attesa trasformate dai senzatetto in rifugi dove stendere il bucato, mangiare e dormire. Un disastro – chiude Ferro – al quale Trenitalia risponde con un unico provvediento costante nel tempo: l’ aumento dei biglietti. L’ ultimo, di 70 centesimi a titolo, risale all’ inizio dell’ anno». M.N.M. RIPRODUZIONE RISERVATA.
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Tags: carrozze, disagio, manutenzione, pendolari, Trenitalia
