22 Febbraio 2013

Mps, l’ ex manager accusa Bankitalia Da Tar e giudici contabili ok ai Monti bond

Mps, l’ ex manager accusa Bankitalia Da Tar e giudici contabili ok ai Monti bond

 

DA MILANO NELLO SCAVO Non ci sta Gianluca Baldassarri, unico arrestato del caso Mps, a passare per il maneggione solitario che ha inguaiato il Monte dei Paschi, perfino facendo la cresta sugli investimenti della clientela. Non ci sta a fare da parafulmine delle spregiudicate attività finanziarie contestate dalla procura di Siena. Così per tre ore, davanti ai pubblici ministeri arrivati dalla Toscana, l’ ex capo dell’ area finanza di Mps ha puntato il dito contro i suoi ex superiori, a cominciare da Giuseppe Mussari e Antonio Vigni. E non ha risparmiato neanche la Banca d’ Italia. Un interrogatorio, il suo, arrivato nello stesso giorno in cui sia la Corte dei conti che il Tar del Lazio hanno dato il via libera alla sottoscrizione dei “Monti bond”, respingendo il ricorso del Codacons che chiedeva di annullare la delibera della Banca d’ Italia al prestito da 3,9 miliardi di euro per mettere in sicurezza Montepaschi. «La sezione controllo preventivo di legittimità della Corte dei conti – si legge in una nota – ha registrato il decreto del presidente del consiglio dei ministri che individua le risorse per la sottoscrizione degli strumenti finanziari emessi dal Monte dei Paschi di Siena». Un consenso confortato da «eccezionali circostanze riconosciute anche in sede europea». Notizie che restituiscono serenità all’ istituto nonostante l’ esposizione ai progressivi esiti dell’ inchiesta sulla passata dirigenza. Nel mirino l’ indebitamento necessario a sostenere l’ acquisizione di Antonveneta, complessivamente costata, tra spese, oneri e interessi quasi 20 miliardi di euro. I contratti finiti nei faldoni degli investigatori, «erano tutti regolarmente registrati », ha ribadito Baldassarri. Poi, sibillina e velenosa, è arrivata l’ accusa. Se «dentro alla banca c’ è l’ area che si occupa della gestione del rischio», fuori c’ è chi si dovrebbe occupare del «controllo, della funzione ispettiva. Insomma, la Banca d’ Italia». Baldassarri, in carcere a Milano e in attesa di un trasferimento a Siena, ha in sostanza confermato la sua linea: tutti coloro che dovevano essere informati sui derivati, all’ interno e all’ esterno dell’ istituto senese, erano in qualche modo a conoscenza dell’ operazione. Parole che preludono ad un allargamento della lista degli indagati che già da almeno una settimana conta una mezza dozzina di nuovi iscritti, i cui nomi non sono ancora trapelati. «Operazione di questo genere – avrebbe detto ai magistrati – secondo voi possono essere nascoste? Credete possibile che i vertici non ne sapessero nulla?». Il tutti contro tutti è appena all’ inizio. Baldassarri, insieme all’ ex presidente Mussari e all’ ex direttore generale Vigni, è indagato per ostacolo all’ autorità di vigilanza per l’ occultamento del contratto sull’ operazione Alexandria. Che si sia trattato di un interrogatorio mirato, non ancora a tutto campo, lo conferma indirettamente l’ avvocato Filippo Dinacci. A chi gli chiede se durante il faccia a faccia con i pm si sia parlato di atti o lettere interne in cui emerge che il “Risk management” di Mps avesse contestato l’ operato dell’ area finanza diretta da Baldassarri, il legale ha risposto che «durante l’ interrogatorio non ci è stato contestato nulla di tutto questo ». Al contrario, secondo il manager anche i revisori della Kpmg sarebbero stati avvertiti via e-mail delle scelte sui derivati. Informazioni che «hanno dato modo alla società di revisione di conoscere le operazioni prima e a prescindere dal suo accesso alla contabilità della banca». Affermazioni che Gianluca Baldassarri aveva già resto al gip di Milano la settimana scorsa e su cui i pm senesi voglio vederci chiaro. «Il problema di questa inchiesta – riassume un investigatore – è che quando pensiamo di aver chiuso un capitolo, se ne apre subito un altro, come in un gioco di specchi nel quale si moltiplicano gli episodi sospetti e i filoni investigativi ». Lo lascia intendere anche l’ avvocato dello stesso Baldassarri: «Ha risposto in maniera puntuale – ha precisato Dinacci -, ai rilievi tecnici e all’ ipotesi di reato di ostacolo alla vigilanza». Soprattutto, «ha ribadito e si è soffermato su quanto ha detto l’ altra volta: nulla in più, nulla in meno su questo tema». Ma sono, appunto, gli altri argomenti, a cominciare dal ruolo della politica, che agli inquirenti interessa approfondire e che stanno portando l’ indagine molto al largo. © RIPRODUZIONE RISERVATA Baldassarri ai pm: «C’ era chi doveva controllare. I vertici sapevano». E fa altri nomi Intanto bocciato il ricorso del Codacons sul sostegno pubblico alla banca senese La sede del Monte dei Paschi di Siena.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this