21 Febbraio 2013

Mps, caccia alla «talpa» che preavvisa i legali

Mps, caccia alla «talpa» che preavvisa i legali

 

Sospetti su due persone che avrebbero rivalto il contenuto di interrogatori secretati. Oggi il Tar decide sui Monti bond «S orprendenti convergenze» sulle linee difensive. E dettagli di interrogatori secretati che sembrano non meravigliare gli indagati quando, a bruciapelo, gli vengono rivolte nuove contestazioni. Il sospetto, insomma, è che alcuni dei protagonisti dell’ intrigo bancario senese siano stati messi al corrente delle domande che i pm avrebbero potuto rivolgere loro. Perciò si spiega l’ urgenza con cui due giorni fa i magistrati toscani hanno ordinato una serie di perquisizioni. È aperta, insomma, la caccia al ‘postino’ che farebbe da raccordo tra gli entourage dei principali indagati per ‘coordinare’ le versioni da fornire ai magistrati. Non si tratterebbe, dunque, di una ‘talpa’ interna agli inquirenti, ma di testimoni (i sospetti ricadono in particolare su due dirigenti bancari) che, sottoposti a interrogatorio in qualità di persona informata dei fatti, avrebbero poi rivelato i contenuti del colloquio investigativo offrendo ad alcuni indagati il vantaggio di conoscere in anticipo le mosse degli investigatori. Anche per scongiurare ulteriori spifferi, i magistrati senesi stanno adottando un comportamento investigativo impegnativo ma più impermeabile. La settimana scorsa, quando in procura fu chiamato Giuseppe Mussari, venne fissato un calendario di audizioni insolitamente serrato. I testi sono stati fatti attendere fuori dall’ ufficio dei pm ed escussi uno alla volta senza pause, così da impedire che potessero passarsi informazioni sensibili. E stamani i magistrati senesi saranno a Milano per interrogare Gianluca Baldassarri, l’ ex capo dell’ area finanza di Mps e, al momento, unico arrestato nell’ inchiesta sulle operazioni finanziarie connesse alla discussa acquisizione di Antonveneta. Intanto il Codacons intensifica la sua battaglia contro i Monti bond, il sostegno pubblico destinato all’ istituto senese, chiedendo alla Corte dei conti di non dare il via libera al decreto della presidenza del Consiglio che individua le risorse necessarie per sottoscrivere i 3,9 miliardi di titoli che la banca è pronta ad emettere. ll Tar del Lazio deciderà oggi se sospendere o meno il prestito. Nello Scavo © RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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