20 Febbraio 2013

«Mazzoni ha tradito la nostra fiducia»

«Mazzoni ha tradito la nostra fiducia»

RUINA. Si è svolta ieri l’ autopsia sul corpo di Tomasz Miler, il bracciante polacco di 35 anni trovato morto sabato scorso nelle campagne di Ruina. Il medico legale Lorenzo Marinelli e la tossicologa Francesca Righini avranno 60 giorni di tempo per rispondere ai quesiti della procura e fare chiarezza sul decesso dell’ uomo. Al momento non ci sono persone indagate e stando ai primi accertamenti superficiali l’ ipotesi più probabile è quella del malore. La morte tra l’ altro risalirebbe ai primi di febbraio, circa due settimane prima del ritrovamento da parte di un passante. Tomasz era arrivato da poco nel Copparese, cun paio di mesi, e aveva trovato lavoro in un’ azienda agricola che produce kiwi. Sul posto erano intervenuti i carabinieri della Compagnia di Copparo e gli ispettori della Squadra mobile. Poco dopo era arrivato anche il datore di lavoro dello sfortunato bracciante, per il riconoscimento. COPPARO Amici, buoni conoscenti, ma soprattutto parenti, tantissimi parenti. E’ in particolar modo tra di loro che Raffaele Mazzoni, il 51enne ex promotore finanziario del gruppo Mediolanum, aveva costruito il suo robusto portafoglio-clienti. Un portafoglio che si reggeva sui risparmi di oltre 350 persone che, da oltre 20 anni, Mazzoni curava come si cura il giardino di casa. E’ uno dei tanti spaccati, dei numerosi scenari emersi lunedì sera nel corso dell’ affollata assemblea organizzata dal Codacons all’ hotel Da Giuseppe di Copparo. Assemblea alla quale ha preso parte anche Bruno Barbieri, vicepresidente nazionale di Codacons, coadiuvato da numerosi assistenti e praticanti del suo studio legale bolognese. E quello che è venuto a galla durante l’ incontro, che lo stesso Barbieri è riuscito abilmente a tenere su binari di una certa serenità, è proprio la strategia che Mazzoni – resosi irreperibile ormai da una ventina di giorni – avrebbe utilizzato per fidelizzare il maggior numero di potenziali clienti. Come dire: «se ha preso ed investito i risparmi dei suoi parenti, ci si può fidare». Proprio su questo grande equivoco Mazzoni ha giocato, probabilmente – come durante la serata diversi risparmiatori truffati hanno detto – per poi attendere il momento più adatto per fuggire. Sta di fatto che l’ ex promoter aveva chiaramente la fama di «uno di cui ci si poteva fidare», come racconta al termine dell’ assemblea una donna davanti ai taccuini. E proprio questa fiducia sarebbe quella che Mazzoni, ad iniziare da numerosi suoi parenti stretti, avrebbe utilizzato per mettere insieme il “tesoretto” con il quale ora si troverebbe all’ estero, forse proprio in quel Brasile dove l’ ex agente Mediolanum avrebbe anni fa acquistato un immobile. Quindi, tutto pianificato? Dovrà dimostrarlo la magistratura. Anche per questo – ha ripetuto l’ altra sera l’ avvocato Barbieri davanti ad una platea attentissima – «è importantissimo che tutti i documenti vengano al più presto presentati a noi del Codacons, e attraverso di noi alle autorità competenti. Fare piena luce sugli assegni gestiti da Mazzoni, sui soldi in contanti che l’ ex promotore finanziario utilizzava per i suoi “contatti”, significa – ha ribadito Barbieri – avere maggiori possibilità di essere risarciti». Il legale non ha mancato di ricordare che il Codacons ed i suoi legali sono «più vicini di altri ai propri assistiti, ma anche noi siamo professionisti che lavorano». Ecco, allora, che a fine serata ad ogni partecipante è stato chiesto un contributo iniziale di 50 euro per poter avviare le procedure di rimborso, quando i “movimenti” di Mazzoni saranno più chiari ed evidenti. «Era la persona che ti veniva a trovare il giorno del tuo compleanno per farti gli auguri», raccontava uno dei clienti di Mazzoni. «Andavamo fuori a mangiare la pizza assieme», ricorda, poco distante, un altro amico. Una fidelizzazione, dunque, fatta a partire – come si diceva – proprio dai conoscenti, amici, addirittura parenti. L’ assemblea dell’ altra sera si è conclusa con la firma dei clienti dell’ ex promotore sulla istanza che dà mandato al Codacons di assistere gli stessi risparmiatori. Quanto, infine, al fronte giudiziario, se così lo si può già definire, guardia di finanza e carabinieri stanno passando al setaccio (e sequestrando) tutti i conti correnti intestati a Mazzoni. Se, e quando, lo stesso promotore vorrà farsi vivo e collaborare davvero a dipanare questa intricata matassa (consentendo contestualemente ai suoi ex clienti di rientrare in possesso dei loro soldi), resta un interrogativo cui soltanto il tempo potrà dare risposta. Intanto ieri a mezzogiorno si è parlato del caso a Rai Tre. Nel corso del programma “Codice a barre” sono intervenuti Bruno Barbieri, vice presidente del Codacons e l’ avvocato Gisella Rossi. Anche la Federconsumatori Ferrara ha convocato un incontro con i risparmiatori truffati per sabato 23 alle 10 al centro anziani situato in via Bonaglia 7 a Jolanda di Savoia. L’ incontro sarà tenuto dai consulenti legali della Federconsumatori Ferrara, Ermanno Rossi e Massimo Buja. (m.puli.)

 

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