20 Febbraio 2013

Ultima settimana per i Monti-Bond

Ultima settimana per i Monti-Bond

Cesare Peruzzi FIRENZE Banca Mps guarda a Roma, dove spera che si accenda il semaforo verde ai Monti bond. Il ministero dell’ Economia ha consegnato al Tar del Lazio, che oggi esamina il dossier, i documenti sulla sottoscrizione da 3,9 miliardi, più 171 milioni d’ interessi sul vecchio prestito del 2009 in favore del gruppo senese (1,9 miliardi che saranno rimborsati). Il ricorso ai giudici amministrativi, così come quello alla Corte dei Conti che ne discuterà domani, è partito dal Codacons per bloccare l’ aiuto pubblico. L’ Associazione dei consumatori ha presentato comunque un esposto alle procure di Roma e Siena per il ritardo con cui il Ministero ha «eseguito l’ ordine del Tribunale amministrativo». Nel materiale ricevuto in busta chiusa dal Tar, secondo quanto riferisce Radiocor, ci sarebbe anche una lettera del governatore della Banca d’ Italia, datata 13 febbraio, in cui Ignazio Visco conferma al ministero dell’ Economia, su richiesta di quest’ ultimo, il contenuto della valutazione tecnica elaborata dal direttorio di via Nazionale lo scorso 26 gennaio. A questo punto, la sensazione è che i Monti bond stiano davvero in dirittura d’ arrivo, dopo mesi di discussioni e confronti in ambito nazionale e europeo. Se il Tar respingerà il ricorso e la Corte dei Conti troverà congruo l’ impegno finanziario previsto dal decreto legge, comprese copertura e garanzie, la banca di Rocca Salimbeni potrà emettere i bond già nei prossimi giorni, certamente entro il 28 del mese, dato che la normativa prevede che la sottoscrizione avvenga non oltre il primo di marzo. La burrasca giudiziaria, le perdite causate da alcune operazioni strutturate della passata gestione, le inchieste che si allargano alla sfera politica (vedere altro servizio) non aiutano il lavoro dei nuovi vertici della banca, il presidente Alessandro Profumo e l’ amministratore delegato Fabrizio Viola, impegnati a realizzare un piano industriale di salvezza. «Le cose brutte le abbiamo scoperte noi, le abbiamo tirate fuori noi e le stiamo sistemando noi», ha dichiarato Viola in un’ intervista a Famiglia Cristiana. «Una volta messe a posto, e lo abbiamo già fatto, quelle famose operazioni diventano il problema meno complicato e tra sei mesi saranno dimenticate – aggiunge -. Il vero problema è l’ organizzazione della banca, la sua capacità di produrre reddito e di finanziarsi». Viola rivendica il cambio di rotta: «Nei confronti della Procura, questa banca si è trasformata in una teca di cristallo – dice il manager – e, in base ai risultati ottenuti dai magistrati, avremo elementi per verificare se il Monte è stato danneggiato o meno». Un’ eventuale azione di responsabilità, dunque, sarà valutata solo dopo che le inchieste avranno stabilito “chi ha fatto cosa”. L’ ad senese respinge ogni strumentalizzazione: «Ho molto rispetto per la politica – spiega – gradirei che anche la politica avesse lo stesso rispetto per le banche. Se ci sono situazioni strane bisogna intervenire senza indugio – puntualizza – sapendo però che le banche sono aziende da maneggiare con delicatezza, perchè hanno una forte componente umana fatta di dipendenti e clienti e perchè agiscono in base a un fattore decisivo che si chiama fiducia». Rocca Salimbeni prova a recuperare quella persa (ieri il titolo ha guadagnato il 3,8%). E intanto guarda a Roma per i Monti bond. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this