Disperazione tra i clienti truffati «Tanti hanno tentato il suicidio»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
di FRANCESCO PIZZIGALLO ANSIA , disperazione, paura di aver perso migliaia di euro. Tra i truffati di Raffaele Mazzoni, l’ ex promotore finanziario di 55 anni sparito con la cassa all’ inizio del mese, la psicosi è dilagante. «Tanti hanno addirittura tentato il suicidio», lancia l’ allarme l’ avvocato Bruno Barbieri, vicepresidente nazionale del Codacons, spiegando che «già prima dell’ incontro organizzato a Copparo questa sera (ieri, ndr ) abbiamo ricevuto decine di clienti in preda all’ ansia, iniziando a visionare la loro documentazione». Come intendete agire? «Anzitutto vogliamo tranquilizzare. In passato, per vicende analoghe, tutti quelli che si sono rivolti a noi hanno riavuto i loro soldi. Poi, tra gli scopi dell’ incontro di stasera (ieri, ndr ), c’ è la consegna di due istanze». Quali? «Una per chiedere alla banca copia dei documenti e accelerare i tempi, senza attendere i 90 giorni concessi dalla legge. Così ribaltiamo l’ approccio, sbagliato, secondo cui l’ onere della prova è a carico del risparmiatore e non della banca. La seconda istanza, invece, per chiedere copia di tutti gli assegni staccati e consegnati a Mazzoni. Questo potrebbe anche essere utile per trovare eventuali complici». Pensa che il broker non abbia agito da solo? «Ovviamente tutto è da dimostrare, ma ci sono ragioni per sospettarlo. Ad esempio, alcuni clienti si sono ritrovati in altri istituti di credito conti che non avevano mai aperto. Chissà, probabilmente qualcuno aiutava Mazzoni». Dopo l’ incontro di stasera (ieri, ndr), come andrete avanti? «Procederemo con appuntamenti individuali per redigere come prima cosa denuncia-querela. Poi, quando avremo ricostruito il tutto, chiederemo un incontro con l’ uffico legale di banca Mediolanum». Cosa si aspetta? «Penso che Mediolanum dovrà rimborsare le somme sparite. Il problema deriva dalle somme non documentate, ma sarà nostro onere dimostrarle. Finora, però, da parte della banca non ho visto spirito collaborativo. Anzi, avrebbero addirittura consigliato di non rivolgersi alle associazioni dei consumatori».
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