19 Febbraio 2013

Draghi: a Siena caso isolato e criminoso

Draghi: a Siena caso isolato e criminoso

ROMA – Mario Draghi e lo scandalo Mps. É un «caso isolato », assicura il presidente della Bce davanti all’ Europarlamento. La situazione difficile in cui si trova «non è solo questione di gestione bancaria ma anche di attività criminale». In ogni caso, «non dimenticate che sono io ad aver inviato le due ispezioni» nella banca senese. E soprattutto: la Banca d’ Italia ha fatto «quel che doveva e in modo accurato » e le aziende di credito nazionali sono «ben capitalizzate ». Per la seconda volta nel giro di dieci giorni Draghi torna sulle malefatte di Mps, al centro delle indagini della magistratura. Segno che questa vicenda gli sta particolarmente a cuore: all’ epoca dei fatti, come si sa, era ancora governatore della Banca d’ Italia. E proprio per via del suo ruolo, vecchio e nuovo, soprattutto all’ estero, l’ evolversi delle indagini viene seguito con grande attenzione. Questa connotazione «criminosa » dello scandalo è un punto su cui insiste molto anche la Banca d’ Italia di oggi: il nuovo governatore, Ignazio Visco, non si stanca di ripetere che gli ispettori di via Nazionale non sono “poliziotti”, non fanno «la lotta al crimine», appunto, ma la vigilanza prudenziale: «Interveniamo quando la gestione sembra imprudente». Ieri palazzo Koch se l’ è presa con il Codacons che l’ accusava di non depositare dinanzi al Tar il parere sui Monti Bond richiesto con una apposita ordinanza del Tribunale amministrativo. Affermazione «falsa», si legge in una nota della banca centrale. Spetta al Tesoro e non alla Banca d’ Italia depositare il parere sui Monti bond. Per la cronaca: il pronunciamento del Tar sulla legittimità dell’ operazione è previsto per domani, mercoledì. Nell’ attesa, il leader dell’ Idv, Antonio Di Pietro, in una interrogazione, chiede al governo di chiarire «se corrisponda al vero che abbia sottoposto all’ attenzione della Corte dei Conti provvedimenti tesi a prevedere un ingente intervento economico a favore di Mps». Si tratterebbe, di «due decreti che per tempi e modalità verrebbero resi noti dopo le elezioni». In un tweet ha parlato di «decreto-inciucio». Comunque, davanti ai parlamentari Ue, Draghi ripete che le ispezioni portano la sua firma e che palazzo Koch, come riconosce anche il Fmi, «ha preso azioni puntuali e appropriate – nei limiti nel quadro legale – per affrontare la situazione di Mps». Sulla banca c’ era una «stretta sorveglianza»; la supervisione «è aumentata in modo appropriato quando i problemi dell’ istituto sono diventati acuti». La volta scorsa, parlando a Francoforte, Draghi aveva chiesto più poteri per la Banca d’ Italia. Aveva anche lanciato un avvertimento: attenzione «al rumore prodotto dalla campagna elettorale». Occhio al tam-tam di accuse sull’ operato della vigilanza: «Sono voci da liquidare». © RIPRODUZIONE RISERVATA ” „ La situazione in cui si trova l’ istituto di credito non è solo una questione di gestione bancaria ma di attività criminali ” „ La Banca d’ Italia ha fatto quel che doveva e in modo accurato, ha intrapreso azioni puntuali e appropriate.

elena polidori

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