Codacons in campo al fianco dei piccoli soci di Mariella Burani
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fonte:
- Milanofinanza.it
Il Codacons tutelerà gli azionisti del gruppo Mariella Burani dopo le condanne per bancarotta del presidente e dell’ amministratore delegato. «Molti risparmiatori vedono andare in fumo l’ intero investimento», dice Fabio Galli, presidente Codacons Emilia-Romagna, che sta coordinando le iniziative di rivalsa, «mentre i giudici hanno sentenziato che tra il 2007 e il 2010 i vertici del gruppo hanno effettuato una serie di operazioni ”farlocche” al solo fine di gonfiare il prezzo dei titoli in borsa, mentre Mbfg era già decotta». Nell’ azienda di Cavriago (Reggio Emilia) non si produce più. Non è stato possibile neppure presentare la collezione primavera-estate 2013. Gli unici ricavi avvengono dalle vendite delle giacenze di circa 80 mila capi in magazzino. Per la bancarotta (una «bancarotta da antologia», l’ ha definita nella requisitoria il pm Luigi Orsi) sono stati condannati a 6 anni sia Walter Burani, marito della creatrice del marchio ed ex-presidente del gruppo, e il figlio Giovanni, ex-ad. La sentenza è risultata inferiore alle richieste del pm (9 anni) perché i due imputati hanno risarcito 300 piccoli azionisti che si erano costituiti parte civile e il gotha che era entrato nell’ holding: le famiglie Bolla (vini), Branca (Fernet) e Gualandi (Guaber), poi Federico Minoli (ex Ducati e Fiera Bologna), Anna e Piero Bassetti (primo presidente della Regione Lombardia 1970-74), Romano Minozzi (ceramiche) e soprattutto Nerio Alessandri (Technogym), entrato col 7 % sborsando 14 milioni. Altro socio di rilievo era Emanuele Antonaci, ex Fidelity ed ex Theorema, col 3% costato 6 milioni. Alcuni hanno avviato azione legale, poi ritirata perché tutti hanno raggiunto un accordo. Ma i giudici hanno pure condannato Walter e Giovanni Burani a versare 13 milioni a favore delle curatele fallimentari delle tre società coinvolte nel crack e del fondo Michelangelo. Chi è rimasto escluso (un migliaio di piccoli azionisti) o non ha accettato il risarcimento tenta ora la class action attraverso il Codacons. I Burani figurano tuttora azionisti di Agrostar (6,4 milioni di fatturato), che produce impianti di drenaggio e irrigazione dei campi, delle calzature di lusso Baldinini (98 milioni), oltre che di Maigrene, Biaf e Mosaicon, che operano anch’ esse nel settore della pelletteria. Si tratta di aziende che producono utili, destinati a turare altre falle e, secondo il Codacons, anche i danni subiti dagli azionisti. Potrebbe essere chiamata in causa anche la Consob, che non avrebbe fatto scattare in tempo il campanello d’ allarme. Mbfg venne quotata nel 2000, quattro anni dopo arrivò in borsa Green Vision, poi fu la volta di Bioera , nel 2006 venne collocata Antichi Pellettieri , un anno dopo Londra accolse la Burani Holding Design. Una girandola finanziaria che fruttò ai Burani 370 milioni. Nonostante ciò l’ indebitamento raggiunse i 700 milioni, diventando insostenibile. Di qui il fallimento e la quotazione dei titoli a livello zero. Da registrare che ancora nel novembre 2008 Giovanni Burani ricevette il premio Ernst&Young «per aver fatto un uso strategico e raffinato della leva finanziaria che, assieme a una precisa strategia commerciale, ha condotto il gruppo Mariella Burani a imporsi nel panorama internazionale». (riproduzione riservata)
di carlo valentini
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