ANSA-BOX/ MPS: TAGLIANDO STATUTO IN FONDAZIONE, OBIETTIVO MARZO
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(ANSA) – MILANO, 18 FEB – La Fondazione Mps accelera col ‘tagliando’ allo statuto. La revisione è stata oggetto d’analisi, oggi, della deputazione generale di Palazzo Sansedoni e l’obiettivo sarebbe quello di arrivare ai primi di marzo con un testo definitivo da presentare al ministero dell’economia. Poco tempo a disposizione, quindi, se si pensa che l’ente vorrebbe far convergere sul nuovo statuto il ‘placet’ degli enti nominanti (istituzioni, università e clero), espressione del territorio. Al centro del futuro impianto di norme che regolerà la Fondazione, su cui è al lavoro l’avvocato torinese Angelo Benessia – legale storico dell’ente e fino a pochi mesi fa presidente della Compagnia di SanPaolo -, ci sarebbero la riduzione dei componenti della deputazione e i maggiori requisiti professionali per essere eletti. Fuori discussione invece il tema della sede della banca, oggetto di smentite nei giorni scorsi. Secondo fonti vicine all’Ente, il presidente Gabriello Mancini ha letto ai consiglieri la missiva inviata nei giorni scorsi (8 febbraio) a tutte le fondazioni bancarie dal presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti, contenente gli ‘indirizzi’ a cui gli enti devono attenersi. Dopo un’analisi della bozza e una lunga discussione si è deciso di sospendere la seduta della deputazione che si aggiornerà già nei prossimi giorni. Intanto, al di là di Palazzo Sansedoni, anche oggi il tema Montepaschi è stato oggetto di discussione. E a parlarne all’Europarlamento è stato il presidente della Bce, Mario Draghi. Il numero uno di Francoforte, oltre a ricordare che fu lui a inviare due ispezioni a Siena quando era Governatore della Banca d’Italia, ha ribadito che la situazione difficile in cui si trova ora l’istituto, che resta comunque un “caso isolato”, “non è solo questione di gestione bancaria ma anche di attività criminale”. Attività che sta costando cara alla banca, costretta a chiedere 3,9 miliardi di aiuti di Stato. Tema questo che mercoledì sarà oggetto di discussione al Tar in seguito all’intervento del Codacons che ha chiesto di verificare la leggittimità dell’operazione. Dopodomani infatti il Tribunale amministrativo dovrà esprimersi nel merito alla presenza dei rappresentanti di Via Nazionale, del ministero e dell’istituto. Proprio oggi il Codacons è tornato a sollevare l’ipotesi di anomalie nell’ambito del deposito della documentazione presso il Tar (“La Banca d’Italia per la seconda volta ha rifiutato di depositare .. il parere”). Ipotesi che Bankitalia ha rispedito al mittente, bollandole come “falsità”.
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