16 Febbraio 2013

La Corte dei Conti ha tre giorni di tempo per depositare al Tar del Lazio la documentazione

La Corte dei Conti ha tre giorni di tempo per depositare al Tar del Lazio la documentazione

 

La Corte dei Conti ha tre giorni di tempo per depositare al Tar del Lazio la documentazione in proprio possesso relativa ai Monti-bond, il prestito di 3,9 miliardi di euro che il Ministero dell’ Economia si appresta a conferire al Monte de’ Paschi di Siena. La notizia è stata diffusa dal Codacons, che con il ricorso alla giustizia amministrativa vuole bloccare il maxi-prestito di Stato. Lo scorso 2 febbraio, però, il Tar aveva respinto la richiesta di sospensiva sui Monti-bond presentata dall’ associazione dei consumatori. Il Codacons, invero, ha iniziato una battaglia a tutto campo contro la linea di credito che deve garantire all’ istituto toscano il rispetto dei parametri di capitale dell’ Eba, l’ authority europea. Vistasi appunto respingere la richiesta di sospensiva, l’ associazione guidata da Carlo Rienzi ha annunciato azioni davanti alle istituzioni comunitarie. Una strategia a tutto campo, per evitare un possibile danno ai contribuenti italiani. Perché, se i Monti-bond saranno restituiti per intero, lo Stato avrà fatto un affare, visto che il tasso di interesse è del 9% solo per il primo anno. Ma, se così non avvenisse, il Tesoro si troverebbe suo malgrado azionista di un istituto che nel 2011 ha perso quasi 4,7 miliardi di euro e al 30 settembre 2012 ne perdeva altri 1,67, senza contare il rosso dei derivati. Tuttavia, anche davanti alla giustizia amministrativa, la partita non sembra del tutto chiusa. Secondo l’ agenzia Radiocor , al Tar del Lazio interessa verificare «l’ avvenuta registrazione o meno da parte della Corte dei Conti della normativa recante l’ individuazione delle risorse finanziarie per sottoscrivere i Monti-bond che Siena sta per emettere». Insomma, la magistratura amministrativa vuole andare fino in fondo. Quella penale pure. Nello specifico la Procura di Siena, che prosegue gli interrogatori sull’ acquisto di Banca Antonveneta, che Mps perfezionò nel 2008 a valori, 10,3 miliardi di euro complessivi, assolutamente fuori mercato. Ieri mattina, in particolare, è toccato all’ uomo-simbolo dell’ inchiesta, l’ ex presidente Giuseppe Mussari. All’ entrata in Procura, Mussari è stato accolto dal lancio di monetine e dalle urla e dagli insulti dei presenti, questi ultimi ripetuti all’ uscita. L’ interrogatorio, secretato, è durato tre ore e mezzo, quindi relativamente poco. Un buon segno, per i legali Tullio Padovani e Fabio Pisillo. Che rimarcano come il loro assistito abbia risposto a tutte le domande.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this