2012: crolla la produzione industriale
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fonte:
- La Padania
…dano la fabbricazione di articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi (-16,8%), l’ industria del legno, della carta e stampa (-11,4%), l’ attività estrattiva (-10,8%) e la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-10,7%). Dati disastrosi che però, per diversi commentatori, non sono che un anticipo del peggio che deve ancora venire. «Stiamo entrando nella fase più acuta di difficoltà per le imprese ma nufatturiere», è la fosca previsione di Guidalberto Guidi, ex vicepresidente di Confindustria e industriale di lungo corso. Per Guidi, sul fronte occupazione «i guai che abbiamo alle spalle sono solo prodromici a quelli che abbiamo davanti: perderemo ancora nei prossimi anni tra 500.000 e 1 mln di posti di lavoro». «Sale il divario tra il costo del lavoro in Italia e nei Paesi emergenti e c’ è un raffreddamento dell’ economia in tutta Europa», spiega, evidenziando che la strada per invertire il trend attuale «sarà lunga, difficile e dolorosa». Per il Codacons, le imprese, ormai, sono «strangolate» come le famiglie. Per questo l’ associazione dei consumatori chiede al futuro Governo interventi «immediati» per ridurre le spese obbligate, come mutui, assicurazioni o la benzina. In sostanza, liberalizzare e aumentare la concorrenza. Per il Codacons è solo «l’ ennesimo» crollo, «l’ ultimo in ordine di tempo». Ormai le imprese, sottolinea l’ associazione, «sono sotto la soglia di soprawivenza al pari dei consumatori». Infatti hanno «utilizzato tutti i fondi di riserva», si sono «indebitate oltre il sostenibile» con le banche, «hanno tagliato tutti gli investimenti possibili e, infine, hanno chiesto ai soci il massimo della ricapitalizzazione». Per Federconsumatori e Adusbef, il dato Istat sulla produzione industriale «fa venire i brividi» e conferma «il declino incontrastato dell’ economia italiana». Questo andamento, spiegano, è dettato dalla «gravissima perdita» del potere d’ acquisto: «basti pensare agli aggravi che nel biennio 2012-2013 saranno pari a 3.823 euro per famiglia, 2.333 nel 2012 e 1.490 previsti per il 2013». Dunque, i dati «lasciano presagire un ulteriore peggioramento del 2013». La caduta di produzione, infatti, «inciderà negativamente sul versante dell’ occupazione, alimentando nuovi record del tasso di disoccupazione e Cig, contribuendo sempre di più alla contrazione del potere di acquisto delle famiglie».
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