«Le istituzioni non si nascondano interventi mirati per evitare danni»
-
fonte:
- Il Mattino
Rosa Palomba Azzardo, il dramma chiamato gioco. Patologia, smania, malattia: l’ inquietante codice rosso è acceso da tempo. Il delitto dell’ anziana di Piacenza, ma anche scontri familiari; aumento di reati patrimoniali; usura; disagio psichico. Videopoker e Lottomatica on line e dal vivo: il conflitto sociale diventa scontro istituzionale. «Ho già invitato a non pubblicizzare la frenesia delle scommesse e a controllarne l’ accesso», dice Giovanni Serpelloni, medico e capo del dipartimento Politiche Antidroga della presidenza del consiglio dei ministri. Oltre che per i casinò il gioco d’ azzardo è ormai legalizzato. Però lo stesso governo lancia l’ allarme. Si annida una contraddizione? «Qualcosa non quadra nelle organizzazioni dello Stato». L’ affare è di quelli a molte cifre «Novanta miliardi di euro all’ anno nelle casse pubbliche. Di questi, 55 vengono spesi per i premi; circa dieci per i concessionari; e il resto va all’ Erario». Di recente è stato introdotto il “gioco mentre dormi”: Lottomatica, poker e quant’ altro, on line anche dalle 24 alle 6. Una dipendenza legalmente incentivata? «Ho avviato incontri con Monopoli, ministeri Ricerca e Salute, Codacons e Confindustria». Dottor Serpelloni, perché Confindustria? «Gestisce le 6mila aziende che producono giochi e slot machine. Poi c’ è l’ indotto». E c’ è la criminalità «L’ attività di riciclaggio è nota». I videogiochi dei clan accettano puntate più basse di quelle legali. «Già». È dunque possibile immaginare restrizioni? «Che intorno alla pratica del gioco intere famiglie abbiano un reddito, non vuol dire calpestare la salute collettiva». Altrimenti potrebbero essere legalizzati tutti i mercati che danno dipendenza, anche se meno redditizi e con l’ obbligo di dare qualcosa in cambio? «Con il gioco si può anche socializzare, purché ci sia un Osservatorio che monitorizzi tendenza e dipendenza e la grave anomalia del l’ accesso ai minori». Impazza la pubblicità con divi dello spettacolo e dello sport. «Ho detto loro che potrebbero guadagnare in altri modi». Come immaginare la prevenzione di un “gioco” così ricco? «Il Dipartimento da me diretto ci sta provando. Nelle Asl sono stati attivati centri con specialisti». C’ è il rischio di sprecare altro denaro pubblico come in qualche caso è avvenuto con i Sert? «Bisognerà mettere in campo solo interventi ben mirati». E poi? «È obbligatorio esporre il cartello stampato anche in arabo e in cinese, “il gioco può dare dipendenza”». Avvertenza di patologia: come “il fumo uccide” sui pacchetti di sigarette. Non come sulle bottiglie di alcol. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
