Estimi, consumatori al Tar «Il Comune paghi i danni»
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fonte:
- Corriere del Mezzogiorno
LECCE – Una bordata verso Comune di Lecce e Agenzia del Territorio, sulla questione del riclassamento degli immobili, parte da Codacons, Adoc e Adusbef che domani notificheranno alle controparti un ricorso per le vie amministrative, puntando a demolire l’ attività di verifica fatta finora e al risarcimento dei cittadini. Le associazioni dei consumatori intendono impugnare dinanzi al Tar le delibere con cui, nel 2010, la giunta municipale diede impulso alle procedure di rivalutazione degli estimi, ma anche l’ attività di accertamento svolta dall’ Agenzia del Terrritorio proprio in virtù di quel preciso input. Insomma, è sempre più bagarre attorno al tanto contestato classamento che ha visto finora forze politiche come Pd, Udc e Lecce Bene Comune, ma anche Confedilizia, Avvocati dei consumatori, Aduc e lo stesso Comune, impugnare le armi del diritto in una sorta di tiro incrociato su una questione delicata e assai sentita soprattutto per le sue implicazioni tributarie a carico dei cittadini. All’ aumento degli estimi, infatti, segue inevitabilmente l’ impennata del gravame impositivo sugli immobili, in cui l’ Imu riemergere con prepotenza nell’ accezione comune di odioso e mal digerito balzello. Ma stiamo ai fatti. Le delibere impugnate sono la 639 del 29 luglio 2010, con cui la giunta Perrone diede il via alla perequazione recependo l’ impulso in tale direzione del settore Tributi e fiscalità, e la 746 dell’ 11 ottobre 2010 emanata ad integrazione della prima. Con il ricorso al Tar si mette in discussione il presupposto stesso che, tre anni fa, motivò gli atti dell’ esecutivo poi sfociati nel riclassamento. Quella equità fiscale all’ epoca invocata come elemento giustificativo della rivalutazione degli estimi, non sarebbe mai stata conseguita, per il semplice fatto che, secondo Codacons, Adoc e Adusbef, a fronte di un innalzamento generalizzato del valore catastale, le sperequazioni sono rimaste inalterate. Ragion per cui, ad esempio, immobili fisicamente vicini continuano ad essere catalogati in classi diverse. Per spiegare il concetto, l’ avvocata Luisa Carpentieri, coordinatrice del Codacons leccese, ricorre a un esempio: «Abbiamo due locali commerciali distanti un metro l’ uno dall’ altro, il primo con classamento 10 e il secondo classato in categoria 11. Ebbene, se dopo la rivalutazione degli estimi, ad entrambi viene aumentato di un punto il valore catastale, dove sta l’ equità? E’ evidente che il Comune ha aumentato i suoi introiti attraverso le tasse senza, però, risolvere il problema dell’ equità fiscale. Riteniamo che i presupposti dell’ attività avviata dall’ amministrazione siano illegittimi, per cui, se il Tar ci dovesse dare ragione, potrebbe scattare il risarcimento dei cittadini che sono stati ingiustamente tassati». Intanto, il Codacons annuncia che venerdì scorso sono stati notificati all’ Agenzia del Territorio di Lecce i primi 10 ricorsi in scadenza presso la Commissione tributaria. Antonio Della Rocca RIPRODUZIONE RISERVATA.
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