10 Febbraio 2013

Luce e gas, così drogano le bollette

Luce e gas, così drogano le bollette

 

 

 

Si chiama Robin Hood Tax, doveva servire a tassare gli enormi profitti dei petrolieri e degli speculatori accusati dei prezzi record del petrolio e della benzina e, a quanto pare, è stata invece aggirata dalla metà delle aziende del settore che ne hanno scaricato i costi sul consumatore. Lo mette nero su bianco l’ Autorità dell’ energia e del gas, che accusa di precise violazioni di legge: Nella relazione annuale presentata al Parlamento segnala 199 casi sospetti (sulle 476 aziende sottoposte al pagamento della maggiorazione dell’ imposta sul reddito delle società) che avrebbero scaricato gli effetti della tassa sui prezzi alla vendita, violando il cosiddetto “divieto di traslazione “. La legge infatti proibisce esplicitamente alle imprese “di traslare l’ onere della maggiorazione d’ imposta sui prezzi del consumo”: in sostanza, le aziende non possono far pagare di più i propri prodotti (dalle bollette di energia e gas ai costi della benzina) ai consumatori solo perché sono sottoposte ad una tassazione maggiore. Ed è proprio l’ Autorità per l’ energia elettrica e per il gas ad avere il compito di vigilare “sulla puntuale osservanza della disposizione”, facendo verifiche di conti e bilanci, attraverso una task force costituita insieme al ministero dello Sviluppo economico e alla Guardia di Finanza. L’ infografica di Centimetri che riassume il rapporto dell’ Autorità: Il Corriere della Sera riassume i conti dell’ Agcom e dei consumatori: Solo confrontando il secondo semestre 2007 con il secondo semestre 2010, secondo l’ Authority presieduta da Guido Bortoni, l’ ammontare dei margini teoricamente accumulati ammonterebbe a 1,6 miliardi, di cui 0,9 miliardi per le aziende elettriche e del gas (105 su 199) e 0,7 miliardi per quelle petrolifere. “Una tassa occulta tra i 300 e i 400 euro in più in bolletta”, accusa Adiconsum. “Un ricarico di 134 euro annui a famiglia, per un totale di 335 euro in due anni e mezzo”, ipotizzano Adusbef e Federconsumatori, sollecitando l’ Autorità a divulgare i “nomi delle aziende coinvolte “, protetti in realtà da segreto istruttorio. “Un ingiusto guadagno per le società energetiche, e un chiaro danno per i consumatori”, sintetizza il Codacons, annunciando ricorso alla Procura della Repubblica visto che l’ Authority, per decisione del Consiglio di Stato, ha solo poteri di vigilanza ma non sanzionatori. “Un altro bel regalo del governo Berlusconi”, dice Stefano Fassina, del Pd. Su Repubblica si riporta la risposta di Assoelettrica: Assoelettrica, invece, fa muro e difende gli associati dagli attacchi: “Queste informazioni sulla Robin Tax – commenta il presidente Chicco Testa – suscitano molte perplessità le tariffe sono fisse e non esiste possibilità di recuperare in alcun modo la riduzione del margine indotta dalla imposta”. Inoltre, “la parte libera del mercato elettrico vede molti operatori versare in condizioni di crescente difficoltà, in conseguenza della crisi economica, da una parte, e dell’ esplosione del fotovoltaico, dall’ altra, al punto di non realizzare quasi alcun margine. Insomma – conclude – prima di gridare al ladro sarebbe opportuno verificare che sia stato davvero commesso il furto”.

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