Viadotti, la Provincia fa causa all’ Anas
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fonte:
- il Tirreno
In seguito all’ accordo firmato a fine 2012 tra Enel e le associazioni dei Consumatori riconosciute dal Consiglio nazionale consumatori e utenti (Cncu), Acu, Adiconsum, Adoc, Adusbef, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Confconsumatori, Centro tutela consumatori e utenti – Verbraucherzentrale, Federconsumatori, Lega consumatori, Movimento difesa del cittadino, Movimento consumatori, Unione nazionale consumatori, è operativo anche a Grosseto e provincia il nuovo Regolamento di Conciliazione paritetica online dei settori gas ed elettricità. Ne dà notizia l’ Enel. Tutti i consumatori grossetani, attraverso le associazioni consumatori locali riconosciute da Cncu hanno così l’ opportunità di accedere a questa nuova procedura di conciliazione, maggiormente conforme alle istanze avanzate dalle stesse Associazioni. Il nuovo regolamento presenta alcune novità destinate ad incidere, in modo sensibile e proficuo, sulla possibilità riconosciuta al cliente di risolvere in via stragiudiziale, con lo strumento gratuito della conciliazione, le potenziali controversie con il proprio fornitore. Tra le novità più significative vi sono procedure più snelle, riduzione dei tempi procedurali e maggiore flessibilità nella ricerca di una soluzione condivisa grazie all’ apertura della conciliazione a tutte le casistiche di gestione delle utenze elettriche e/o gas. La sigla del nuovo regolamento è una nuova e significativa tappa nel percorso di collaborazione tra Enel e le associazioni dei consumatori, nell’ ottica del raggiungimento dell’ eccellenza della qualità dei servizi offerti e della tutela e cura del consumatore. di Matteo Baccellini wGROSSETO La battaglia non accenna a placarsi. Ci aveva provato già dal marzo 2012 la Provincia a recuperare quelli che considera arretrati nei propri confronti da parte dell’ Anas: la vicenda è quella (ce ne eravamo occupati l’ ultima volta ad ottobre) dei ponti e dei viadotti costruiti sul demanio idrico del territorio provinciale. Si tratta di oltre 140mila euro, per l’ esattezza 142.353: la Provincia li vuole, li ha chiesti tramite i propri uffici in modo bonario nei primi mesi dell’ anno scorso, ma l’ Anas, azienda nazionale autonoma delle strade e delle autostrade, di proprietà statale, non ha mai fornito risposta. Adesso, esaurita la pazienza, e appurato che dall’ altra parte non c’ è intenzione di pagare, almeno per ora, la Provincia passa alle vie di fatto incaricando i propri avvocati di attivare forzatamente la procedura di recupero delle somme. Non è ancora una causa, ma poco ci manca. Una storia che fa quasi sorridere: un ente come la Provincia che di fatto chiede i soldi al proprio responsabile superiore, ovvero lo Stato (Anas è azienda statale), e questi che fa orecchie da mercante. Tutto era nato da una ricognizione delle opere che gravano sul demanio provinciale, messe in atto dalla Provincia, in base alla quale il dirigente dell’ area pianificazione territoriale, Alessandro Lombrano, trasmise all’ azienda statale le schede sinottiche e la catalogazione degli attraversamenti stradali. «L’ Anas per quei ponti e per quei viadotti deve pagare un canone», sostiene la Provincia. Si tratta di ponti, viadotti che si trovano sia sull’ Aurelia, quindi la superstrada che collega Grosseto fino al confine con Livorno (a nord) e con il Lazio (a Sud), e anche la Grosseto-Fano, ovvero la statale 223. In totale sono 100, calcolati dai tecnici della Provincia: 58 sulla Statale 1 e 42 sulla superstrada per Siena. La somma come detto, un sollecito di pagamento per gli anni compresi tra il 2006 e il 2012 (una media di 20mila euro annue), è di 142.353 euro. La Provincia si appella all’ articolo 823 del Codice Civile: «I beni che fanno parte del demanio pubblico, sono inalienabili e nono possono formare oggetto di diritti a favore di terzi se non nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi. Spetta all’ autorità amministrativa la tutela dei beni che fanno parte del demanio pubblico. Essa ha facoltà di procedere sia in via amministrativa che di valersi dei mezzi ordinari a difesa della proprietà e del possesso regolati dal codice». Ma secondo la Provincia c’ è pure una legge regionale del 2001 che le attribuisce «la gestione del demanio idrico, c omprsse le funzioni relative alle derivazioni di acqua pubblica, alla tutela del sistema idrico sotterraneo nonchè la determinazione dei canoni di concessione per l’ utilizzo del demanio stesso e l’ introito dei relativi proventi». Le note dell’ ufficio demanio idrico indirizzate all’ Anas dal marzo 2012, «per ottemperare agli adempimenti concessori relativi ai 58 attraversamenti stradali lungo l’ Aurelia, per un totale di 82.564 euro e ai 42 lungo la Grosseto-Fano, per altri 59.788 euro, non hanno mai portato a un adempimento da parte dell’ Anas». Ed ecco la decisione di avvalersi dell’ avvocatura provinciale. Per conoscere la fine della storia servirà ancora pazienza.
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