Il blocco riduce le colazioni al bar
-
fonte:
- Messaggero Veneto
«Calo secco nelle prime colazioni». Il risultato, ieri, era nei numeri di cassa della giornata no-smog a Pordenone: borsini di pasticcerie e bar in leggera flessione. Fa i conti con il segno meno per “macchiato&brioche” la pasticceria San Giorgio, in zona Beato Odorico che ha acceso voti e speranze ai santi, sull’ aria pulita. Quella viziata dalle polveri sottili si addensa sulla crisi e mette a dieta i flussi dei clienti. Niente auto, meno tempo per la “tazzurè” di rito. «E’ chiaro che diminuiscono i clienti – dicono ai banconi profumati di meringhe -. Ci sono gli arrivi a piedi, ma non coprono l’ effetto dei veti sulla circolazione». In viale Grigoletti è il Don Bosco che fa il pareggio. «L’ evento nell’ istituto salesiano ha portato gente al caffè, ma non è un indicatore sufficiente per dire l’ effetto del semi-blocco delle targhe – ha detto il titolare della pasticceria Molaroni -. La scuola ci aiuta sempre, ma sul vialone, hanno circolato meno auto». Dietro le vetrine in centro città, le commesse hanno incrociato le dita su Giove pluvio. «Una iattura sarebbe stato il fine settimana a targhe alterne – i commercianti di corso Garibaldi erano preoccupati prima delle previsioni meteo zuppe di nuvole -. In occasione dei saldi, sarebbe stato un cappio al collo». Il business cozza contro gli sforamenti di Pm10, ma la legge va applicata. «Uno a zero per i centri commerciali, nel derby con le boutique in città – fanno memoria le shopper dell’ intimo – nel 2012». «Provvedimenti inutili». Provoca Filippo Da Re un progettista che apre l’ osservatorio sulla cerniera trevigiana. «Il provvedimento adottato dai Comuni di Pordenone con Porcia e Cordenons – dice – non toccano il problema smog alla radice. La scarsa efficacia si evidenzia dai livelli di inquinamento reale: quello prodotto dei fumi dei camini delle caldaie». Sono “provvedimenti inutili” anche per il Codacons: per l’ organizzazione dei consumatori il provvedimento che poteva spalmarsi anche nel fine settimana, non risolve il problema. A Vicenza, invece, hanno scelto la linea dura da un paio di anni: con il divieto di accensione degli impianti termici “a biomassa legnosa”, se in casa c’ è una caldaia. Sono le maniere forti contro l’ inquinamento dell’ aria: stop anche alle stufe a pellet. «Servono filtri sui camini – indicano la priorità alcuni progettisti di Pordenone con l’ anima bio-verde -. I controlli vanno fatti sulle caldaie urbane, per mettere al palo l’ emissione incontrollata di fumi tossici». (c.b.)
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AMBIENTE
-
Tags: auto, colazione, polveri sottili, smog, targhe
