2 Febbraio 2013

Mps, indagine per ostacolo alla Vigilanza

Mps, indagine per ostacolo alla Vigilanza

Marco Ludovico Sara Monaci Vincenzo Rutigliano C’ è un nuovo reato ipotizzato dalla procura di Roma nel fascicolo aperto contro ignoti sulla vicenda Mps. Alla manipolazione del mercato si aggiunge come ipotesi l’ ostacolo alla vigilanza, come ha spiegato ieri il procuratore aggiunto Nello Rossi, titolare insieme ai pm Michele Nardi e Giorgio Orano. In un clima «di assoluta collaborazione», sottolinea Rossi, rappresentanti della Banca d’ Italia e della Consob hanno consegnato la documentazione sul Monte dei Paschi di Siena. Atti già trasmessi, peraltro, agli inquirenti della procura senese. Il procuratore aggiunto è stato chiaro: la questione preliminare da risolvere è quella della competenza territoriale. E c’ è «assoluta collaborazione» con le procure già impegnate da tempo: Milano e, soprattutto, Siena. Potrebbe esserci conflitto semmai con i pm di Trani, che hanno aperto un fascicolo sullo stesso filone giudiziario. L’ esame delle carte già a disposizione dovrebbe consentire «fisiologicamente» alla procura romana di capire qual è la competenza territoriale del caso. Il clima è sereno, insomma, e l’ ipotesi che il fascicolo, alla fine, sia trasmesso a Siena, è molto verosimile. Questa mattina compariranno davanti al presidente della terza sezione del Tar Lazio, Franco Bianchi, i rappresentanti del Codacons e della Banca d’ Italia. L’ Istituto di via Nazionale è stato, infatti, chiamato in causa da un ricorso dell’ associazione di consumatori, che chiede al tribunale amministrativo di annullare in via cautelare la delibera con la quale la Banca d’ Italia ha dato parere favorevole all’ emissione di Monti-bond per un valore di 3,9 miliardi di euro a favore del Monte dei Paschi di Siena. L’ udienza può anche concludersi con un atto del giudice, che però è solo transitorio, in attesa che abbia luogo l’ udienza cautelare collegiale, che dovrebbe svolgersi il 20 febbraio. Intanto a Siena prosegue l’ inchiesta, che si sta concentrando sull’ intera architettura finanziaria relativa all’ acquisto di AntonVeneta per circa 10 miliardi: secondo le indiscrezioni gli indagati sarebbero una decina tra manager e sindaci. L’ aumento di capitale in Mps da 6 miliardi, realizzato per sostenere l’ operazione AntonVeneta del 2008, include anche un miliardo di titoli Fresh (convertibili in azioni) emessi da Jp Morgan, di cui 490 milioni acquistati dalla Fondazione Mps, e poi modificati nel 2009 in base alle richieste di Bankitalia. Da quel momento la distribuzione degli interessi dei Fresh è stata collegata ai dividendi: senza dividendi da parte della società, nessuna cedola per i titoli, esattamente come per le azioni. La banca allora distribuì comunque un piccolissimo dividendo, pari a 0,01 centesimi, per assicurare alla Fondazione gli interessi sui Fresh (per 9 milioni). Negli ambienti vicini alla procura di Siena si parla dell’ esistenza di una “indemnity inside letter” a garanzia dei Fresh, che renderebbe opaco il bilancio della banca facendo scattare dei diritti ancora da mettere in luce. Secondo fonti interne alla Fondazione Mps, tuttavia, di questa lettera non ci sarebbe ad oggi più traccia, tanto che secondo qualche dirigente potrebbe non essere mai girata alla Fondazione. Il faro degli inquirenti si starebbe inoltre concentrando sul caso Interbanca. La banca d’ affari fu prima oggetto di un passaggio infragruppo il 20 maggio 2008: dalla AntonVeneta, quando ancora era di proprietà del Santander, venne ceduta a Sterrebeck (società olandese della Abn, a sua volta in mano al Santander) per 894 milioni. Poi il 30 maggio 2008 Mps acquisì AntonVeneta per 9 miliardi, a cui si aggiunse una maggiorazione di 894 milioni per la cessione di Interbanca da Antonveneta a Sterrebeck. La banca senese pagò quindi per intero il prezzo di Interbanca a fronte di un credito vantato nei confronti di Sterrebeck da parte di Antonveneta, che Mps aveva appena acquisito. La restituzione del credito è da chiarire se mai sia avvenuta e in che modalità. Nel bilancio 2008 di Antonveneta non è possibile verificarlo perché non esiste. Si tratta di fatti anomali che la procura starebbe verificando. Intanto ancora i derivati emessi da 5 banche nel mirino della procura di Trani, con indagini allargate all’ operato degli ispettori di Consob e Bankitalia. Sui derivati è stato disposto un altro sequestro preventivo da 358.000 euro, questa volta a carico di banca Mps coinvolta, insieme ad UniCredit, Bnl, Intesa San Paolo e Credem, nelle accuse di usura e truffa per la sottoscrizione di contratti derivati a tassi, definiti “usurari”, dalla procura tranese che indaga su decine di funzionari e dirigenti bancari per usura e truffa. Su tutto il caso Mps, derivati compresi, si è tenuto ieri un vertice operativo e molto presto i due Pm vedranno, a Roma, i colleghi toscani impegnati sullo stesso filone di indagine. Sulla vicenda Intesa Sanpaolo, che ieri ha chiuso in calo di quasi il 3%, sottolinea che le indagini della procura pugliese sono del 2010 «per operazioni della controllata Banco di Napoli di impatto limitato e in via di definizione», mentre UniCredit (ieri -2,57%) fa sapere che «al momento non siamo a conoscenza di indagini in corso». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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