7 Febbraio 2013

Atr: Alitalia sotto accusa, l’ ipotesi è frode

Atr: Alitalia sotto accusa, l’ ipotesi è frode

 

ROMA Alitalia ribadisce «il pieno rispetto della normativa Iata nei casi di vendita di biglietti per voli operati da altri vettori aerei in regime di wet lease o codesharing», ma dopo l’ incidente del volo Pisa-Roma, dopo le accuse di sindacati, associazioni e passeggeri, è la magistratura a chiamare in causa la compagnia di bandiera. Il procuratore di Civitavecchia Gianfranco Amendola, che coordina l’ inchiesta sul drammatico fuori pista avvenuto a Fiumicino sabato 2 febbraio, ha aperto un fascicolo con l’ ipotesi di frode in commercio. La nuova inchiesta è legata alla vendita di biglietti Alitalia per voli affidati ad altri vettori ed è stata avviata dopo l’ esame delle testimonianze dei passeggeri del volo Az 1670, che hanno dichiarato di essere saliti sull’ Atr 72 della compagnia romena Carpatair convinti in realtà di volare Alitalia. L’ aereo aveva la livrea tricolore, così come di Alitalia erano le divise dell’ equipaggio. «Massima fiducia nella magistratura» dice Alitalia, confermando la «correttezza» del proprio operato. La compagnia, che nei giorni scorso aveva sospeso il contratto di wet lease con Carpatair sino alla conclusione delle indagini, ha ricordato che vendita di biglietti per voli operati da terzi è effettuata da oltre cento compagnie che in tutto il mondo utilizzano contratti di wet lease (il noleggio di aerei ed equipaggi) e codesharing (i voli in cooperazione). Esulta il Codacons, che lunedì aveva segnalato a procura e Antitrust «la prassi assolutamente scorretta di non indicare con chiarezza sui biglietti il nome del vettore che eseguirà materialmente il collegamento»: sui biglietti, sottolinea l’ associazione, «compare solo un incomprensibile codice alfanumerico».

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