Lavoro a cottimo e formazione on line La truffa ai giovani «viaggia» sul web
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fonte:
- Corriere del Veneto
VERONA – Con la disoccupazione all’ 11,2% e quasi 3 milioni d’ italiani in cerca d’ impiego, la fame di lavoro è diventata un bisogno primario, su cui si tuffano molti sciacalli. Lo denunciano le associazioni dei consumatori, che anche a Verona registrano un’ impennata di truffe ai danni di chi vuol trovare un’ occupazione. Le vittime sono soprattutto giovani, lo strumento privilegiato per agganciarle internet, le tipologie di frodi moltissime. «Lo scorso anno – spiega Davide Cecchinato di Adiconsum Verona – abbiamo riscontrato diversi casi di offerte di lavoro subordinate alla frequentazione di corsi di formazione a pagamento, salvo poi scoprire che terminato il corso il lavoro non c’ era più». Questa frode è molto diffusa, ma ce ne sono anche di più strane. Una proposta di lavoro a cottimo, per esempio, consisteva nell’ assemblaggio di un prodotto in casa propria: «In questo caso all’ aspirante lavoratore veniva chiesto di acquistare per 30 euro un kit che gli avrebbe permesso di assemblare l’ oggetto. Spediti i soldi, però, non arrivava nulla. La società beneficiaria del versamento in casi di questo genere è sempre una Srl intestata a una testa di legno, così che quando si viene scoperti la si chiude per aprirne subito una nuova». I più sfortunati vengono agganciati dalla criminalità organizzata: «Una persona che si è rivolta a noi – prosegue Cecchinato – aveva trovato un annuncio su internet. Dopo un primo colloquio, aveva scoperto che il lavoro consisteva nel permettere a una società di versare soldi sul suo conto corrente bancario: lui avrebbe dovuto trattenere il 5% e girare il resto su un altro conto. Chiaramente si trattava di un modo di lavare denaro sporco, con tutte le conseguenze penali a cui si va incontro». Un caso estremo, a cui è anche difficile abboccare, ma altri sono più insidiosi. «L’ anno scorso – racconta Monica Multari del Movimento consumatori Verona – abbiamo avuto problemi con un corso per corrispondenza che prometteva di formare periti in infortunistica stradale». L’ iscrizione al corso era molto alta, perché venivano chiesti addirittura 4 mila euro, e la qualità dell’ insegnamento risultava del tutto inadeguata: «Le dispense che venivano spedite non erano aggiornate, facendo riferimento a leggi non più in vigore, ma soprattutto veniva celato il fatto che il corso non dava alcuna abilitazione professionale, per la quale occorre superare invece un esame e quindi spendere altri soldi». Analogo problema, ma in un differente ambito lavorativo, ha riscontrato Stefano Fanini del Codacons Verona: «Versando 3 mila euro – dice – ci s’ iscriveva a un corso per diventare operatore sanitario. Le lezioni si svolgevano a Verona, ma la truffa consisteva nel fatto che al termine del corso si riceveva un attestato privo di qualunque valore legale in Italia. Le vittime del raggiro pensavano perciò di essere diventati infermieri, ma in realtà non avevano nulla in mano». Altro caso tipico riguarda poi i book di chi sogna di entrare nel mondo della moda e dello spettacolo: «Pagando mille euro – spiega Fanini – si va a Milano nello studio di qualche fotografo che millanta di avere i contatti per iniziare a lavorare, ma a volte le ragazze entrano in contatto con gente che punta solo a favori sessuali». Per Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum, questi reati sono particolarmente odiosi: «Le frodi perpetrate ai danni dei giovani in cerca di lavoro – dice – presentano risvolti psicologici e sociali molto gravi. A livello personale, producono nelle vittime un abbassamento dell’ autostima, e a livello sociale, minano la fiducia dei giovani nel lavoro». Davide Pyriochos RIPRODUZIONE RISERVATA.
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