Grillo, Lega e Pdl contro il Colle: «Difende il Pd»
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fonte:
- Il Secolo XIX
IL PIÙ VEEMENTE è il segretario leghista Roberto Maroni. Ma anche Antonio Di Pietro, leader Idv, Beppe Grillo e il candidato di Rivoluzione Civile Antonio Ingroia accusano il Presidente Giorgio Napolitano, sulla vicenda dei Monti dei Paschi «di difendere il Pd» chiedendo ai mezzi di informazione più discrezione sulle notizie da divulgare. Il richiamo di Giorgio Napolitano alla stampa non piace proprio a Maroni che passa all’ attacco e insinua il sospetto che il Capo dello Stato abbia deplorato i giornalisti per tutelare il partito di Bersani: «Conosco e stimo Napolitano, non voglio pensare questo, ma la brutta impressione è che sia sceso in campo per coprire lo scandalo Mps e attenuare i riflessi negativi che sta avendo sul Pd». Rilievi che vengono spediti al mittente dal segretario del Pd, Pierluigi Bersani: «Alla fine «emergeranno tre titoli: il falso in bilancio che non c’ è più; il meccanismo dei derivati lasciato troppo correre e lo scudo fiscale che ha consentito rigiri anche di cose poco pulite. Queste cose hanno un nome e un cognome e io non accetterò un polverone da parte di chi le ha messe». E poi replica anche la presidente dei senatori Anna Finocchiaro: «Non si trascini il Capo dello Stato dentro la campagna elettorale per fare propaganda. E non è certo da pulpiti come quello della Lega o del PdL che qualcuno può prendere lezioni. Il Presidente della Repubblica si è rivolto alla politica, alla magistratura, al mondo economico e all’ informazione. In nome della responsabilità, tenuta del Paese e nel rispetto dei risparmiatori. Attaccarlo per propaganda, come ha fatto Maroni, magari per alzare inutili polveroni e polemiche mi sembra irresponsabile». Maroni però insiste: «E’ singolare che il presidente della Repubblica si svegli adesso mentre in passato non ha mai detto una parola sulle violazioni del segreto istruttorio o del segreto delle indagini, cosa che lui richiama adesso». E anche Fabrizio Cicchitto spara contro «l’ asimmetrianell libertà d’ informazione. Antonio Di Pietro, candidato con Rivoluzione Civile, prende posizione sulle parole di Napolitano: «È una censura vera e propria, in quanto si lede un diritto costituzionale del cittadino elettore che, prima di andare avotare, ha tutto il diritto di sapere come stanno le cose, quali sono state le collusioni tra politica e affari dentro un sistema bancario non trasparente». Da Bologna, dove ha allestito il suo palco elettorale sotto la pioggia scrosciante, arrivano anche le critiche di Beppe Grillo: «Anche il “loro” presidente della Repubblica dice che ci vuole la privacy, vuole mettere sotto silenzio questo sfascio. E’ incredibile». Attacca poi il Pd: «E’ uno scandalo pazzesco: tutto il Pd c’ è dentro… E Profumo chi è? Uno che ha mangiato pane e Pd tutta la vita». “No”del Tar. Il Tribunale amministrativo del Lazio non ha accolto la richiesta del Codacons di sospensione d’ urgenza del provvedimento che consente la sottoscrizione dei «Nuovi strumenti finanziari», in pratica cioè dei Monti Bond, da parte del Mps. Lo comunica Bankitalia spiegando che il procedimento per la sottoscrizione «può quindi proseguire il suo corso». «Al termine dell’ udienza di ieri davanti al Presidente della terza sezione – scrive Bankitalia in una nota – la misura cautelare immediata chiesta dal Codacons per ottenere la sospensione del procedimento per la sottoscrizione del Monte dei Paschi di Siena non è stata concessa. Tuttavia il giudizio sulla sospensione è solo rinviato al 20 febbraio quando si riunirà la camera di consiglio. Liti tra procure. Intanto scoppia la polemicatra le Procure che indagano su Mps. Il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati ha alluso criticamente, pur senza citarla direttamente, alla procura di Trani, l’ ultima ad aprire un’ indagine su Mps. In certi uffici di procura, ha detto, «sembra che la regola della competenza territoriale sia un optional». C’ è stata una «gara tra diversi uffici giudiziari, ma sembra che la new entry abbia acquisito una posizione di primato irraggiungibile».
giovanni tarquini
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