3 Febbraio 2013

Mps, polemica sul Colle Il Tar: ok ai Monti bond

Mps, polemica sul Colle Il Tar: ok ai Monti bond

ROMA Nel giorno in cui il richiamo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ad evitare cortocircuiti mediatico-giudiziari e a rispettare la riservatezza delle indagini scatena sospetti ed accuse, il Tar del Lazio respinge l’ istanza di sospensione dei Monti-bond che lo Stato sottoscriverà a sostegno della capitalizzazione della banca senese. Se il leader leghista Roberto Maroni ipotizza che l’ intervento del Colle mira a «coprire lo scandalo Mps e ad attenuare i riflessi negativi sulle sorti elettorali del Pd», Beppe Grillo, Giulio Tremonti e gli ex pm Antonio Ingroia e Antonio Di Pietro gridano al rischio «censura». A dar fuoco alle polveri è stato Maroni. «La brutta impressione è che Napolitano sia sceso in campo per coprire lo scandalo Mps ed attenuare i riflessi negativi che sta avendo sulle sorti elettorali del Pd», accusa dicendosi stupito che il presidente della Repubblica «si svegli adesso mentre in passato non ha mai detto una parola sulle violazioni del segreto istruttorio o del segreto delle indagini». Ancora più duro l’ ex ministro Tremonti: «Sono davvero deluso nel vedere un’ altra istituzione che sale in politica». Grillo tuona: «Il loro presidente della Repubblica vuole mettere sotto silenzio questo sfascio». «Si rischia una censura vera e propria», aggiunge Di Pietro, «in quanto il cittadino elettore ha tutto il diritto di sapere come stano le cose». Infine Ingroia: «L’ aspetto più grave della vicenda è che Monti abbia dato soldi al Mps togliendoli dalle tasche degli italiani». In difesa di Napolitiano si muove invece il Pd con il segretario Bersani che dice «no ai polveroni» e Anna Finocchiaro che giudica «inaccettabili» gli attacchi al Quirinale. IL VIA LIBERA. Intanto si registra una novità. La sottoscrizione dei Monti Bond, che finanzia il prestito di Stato al Mps, può andare avanti. Il Tar del Lazio non ha concesso la sospensione immediata richiesta dal Codacons: l’ udienza sul ricorso che chiede il blocco del finanziamento da 3,9 miliardi di euro alla banca senese è stata fissata per il 20 febbraio. La Banca d’ Italia ne ha chiesto il rigetto per inammissibilità e infondatezza e la condanna del Codacons al pagamento di una sanzione pecuniaria per la pretestuosità del ricorso. Mercoledì 6 febbraio invece il presidente Alessandro Profumo e l’ ad Fabrizio Viola presenteranno al cda del Montepaschi i risultati dell’ analisi dei derivati Santorini, Alexandria e Nota Italia messi in piedi sotto la gestione dell’ ex presidente Giuseppe Mussari per digerire l’ acquisizione da 9,3 miliardi di Antonveneta.

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