Monti bond avanti, niente stop dal Tar
-
fonte:
- Il Sole 24 Ore
Antonello Cherchi ROMA La sottoscrizione dei Monti bond del Monte dei Paschi di Siena va avanti. Ieri, infatti, il presidente della terza sezione del Tar Lazio, Franco Bianchi, non ha ravvisato gli estremi di gravità e urgenza invocati dal Codacons per bloccare il procedimento. Dunque, nessun provvedimento di sospensione della sottoscrizione. La questione è, però, solo differita al 20 febbraio, quando si terrà – sempre di fronte alla terza sezione del Tar della capitale – l’ udienza cautelare collegiale (ieri si è svolta l’ udienza monocratica). C’ è, tuttavia, la possibilità che prima del 20 febbraio il Codacons avanzi ancora la richiesta di un’ altra udienza monocratica. Già domani ha, infatti, preannunciato la presentazione di ulteriori documenti, a integrazione di quelli già prodotti. Se i giudici dovessero ravvisare nelle nuove carte elementi che cambiano in modo rilevante il quadro esaminato ieri, allora potrebbero anche sottoscrivere l’ eventuale richiesta di una nuova udienza monocratica. Altrimenti le parti si rincontreranno al Tar il 20 febbraio. Questo significa – come ha sottolineato ieri Banca d’ Italia in un comunicato emesso dopo l’ udienza al Tar – che «il procedimento di sottoscrizione dei nuovi strumenti finanziari (i cosiddetti Monti bond, ndr) può quindi proseguire il suo corso». Al momento la palla è nelle mani del ministero dell’ Economia, che nei giorni scorsi ha ricevuto il via libera di via Nazionale e ora deve completare l’ iter. Il Monte dei Paschi vorrebbe emettere i Monti bond, che saranno sottoscritti dal Tesoro, entro metà febbraio, con l’ obiettivo prioritario di mettere in sicurezza il patrimonio e poi concentrarsi sul piano industriale che dovrà consentire di ripagare gli strumenti finanziari emessi a copertura del debito. Via Nazionale non si è, però, limitata a chiedere – e di fatto a ottenere, pur in assenza di un provvedimento – il rigetto del ricorso del Codacons per «inammissibilità e infondatezza». È anche passata al contrattacco, sollecitando la condanna dell’ associazione di consumatori «al pagamento di una sanzione pecuniaria per lite temeraria, considerata la pretestuosità del ricorso». Il Codacons chiedeva, infatti, l’ annullamento della delibera con cui il direttorio della Banca d’ Italia ha dato il via libera all’ emissione di 3,9 miliardi di Monti bond in favore di Mps. Documento che l’ associazione di consumatori chiedeva venisse, insieme ad altre carte, presentato al Tar. Ieri questo non è accaduto e il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, ha parlato di scarsa trasparenza della Banca d’ Italia, di un rifiuto «gravissimo, perché i documenti che si vogliono tenere nascosti interessano milioni di cittadini». I presupposti per il prestito, ha aggiunto Rienzi, «non ci sono e deve essere bloccato». Secondo il Codacons, infatti, l’ emissione dei Monti bond si configurerebbe come aiuti di Stato. Per questo l’ associazione, supportata anche da Adusbef e Federconsumatori, ha annunciato un ricorso alla Commissione europea perché neghi il parere positivo all’ operazione, nonché un esposto alla procura di Roma contro il comportamento di via Nazionale che non ma mostrato i documenti. «La valutazione tecnica espressa dalla Banca d’ Italia in senso favorevole all’ operazione – è la risposta dell’ Istituto contenuta nel comunicato diramato ieri – era già stata resa nota nei suoi termini essenziali e trasmessa al competente ministero dell’ Economia e delle Finanze. La Banca ha espresso piena disponibilità a consegnare il documento al presidente del Tar, nel rispetto delle norme di legge a tutela delle informazioni sensibili». C’ è, infatti, da considerare che nell’ atto che il Codacons chiede alla Banca di consegnare al Tar sono contenuti dati riservati su una società quotata che, tra l’ altro, è stata oggetto negli ultimi giorni di forti speculazioni e oscillazioni in Borsa. Si saprà, però, il 20 febbraio – se non prima – se ai giudici quel documento interessa davvero. © RIPRODUZIONE RISERVATA Usura e truffa aggravata le ipotesi di reato in merito ai derivati sottoscritti con forti perdite da imprenditori del nord barese. Sotto la lente di Trani 5 banche, tra cui Mps, ma anche gli ispettori di Consob e Bankitalia L’ acquisto di Antonveneta e i derivati nel mirino della procura di Siena. Sarebbero una decina le persone indagate nell’ ambito dell’ inchiesta sulle operazioni condotte in passato dall’ ex management del Monte dei Paschi. Tra le ipotesi di reato, ci sono l’ aggiotaggio, la turbativa, la truffa, le false comunicazioni, l’ ostacolo alla vigilanza, il falso in bilancio e l’ associazione per delinquere Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti sul caso Mps. L’ ipotesi iniziale era quella di manipolazione del mercato, a cui si è aggiunta quella di ostacolo alla vigilanza. La procura di Roma ha ricevuto i documenti di Bankitalia e Consob, ottenendo la massima collaborazione da parte degli enti di vigilanza Milano ha trasmesso a Siena le carte dell’ inchiesta, chiusa a novembre, sulla finanziaria svizzera Lutifin, che Mps avrebbe utilizzato per “triangolare” un derivato acquistato da Dresdner Bank Il Tar Lazio ieri non ha ravvisato gli estremi di gravità e urgenza invocati dal Codacons (per «inammissibilità e infondatezza») per bloccare il procedimento di sottoscrizione dei Monti bond del Mps. Per il momento, quindi, l’ operazione va avanti. La questione è, però, solo differita al 20 febbraio, quando si terrà l’ udienza cautelare collegiale (ieri si è svolta l’ udienza monocratica)
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- BANCA
