L’ IMPIANTO PIU’ GRANDE D’ ITALIA: SERVE 4 GRANDI COMUNI Acqua, pronto maxi dearsenizzatore ma anche migliaia di ricorsi dei cittadini
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fonte:
- Corriere.it
maxi dearsenizzatore ma anche migliaia di ricorsi dei cittadini
Provincia di Latina, l’ acqua pubblica (gestita da privati) torna potabile: centrale da 3 milioni a carico dei contribuenti Il grande dearsenificatore di Latina (Marangon) LATINA – In provincia di Latina l’ acqua è tornata potabile grazie alle bollette pagate dai cittadini, ma nel resto del Lazio si fanno i conti con le ordinanze di divieto poiché l’ arsenico è contenuto in livelli di gran lunga superiori a dieci microgrammi/litro. E cresce la voglia di chiedere i danni a tutti quei gestori che non hanno mosso un dito per la salute dei cittadini esposti quotidianamente al veleno: sono migliaia i cittadini del Lazio pronti a condurre i responsabili in tribunale. E’ la soluzione al problema dell’ arsenico presente nella acque dei comuni di Anzio, Nettuno, Aprilia, e parte di Latina. Parliamo dell’ impianto di dearsenizzazione più grande d’ Italia – e tra i più imponenti d’ Europa – inaugurato ad Aprilia alla presenza dei vertici dell’ Ato4, del gestore idrico Acqualatina e del privato che ha fornito la tecnologia per un costo di circa 3 milioni di euro. Tutti a carico dei contribuenti, sia chiaro. Il dearsenificatore al via di Michele Marangon Mi piace questo contenuto Non mi piace questo contenuto A 0 persone piace questo contenuto A 0 persone non piace questo contenuto Link: SEIMILA ANALISI DA DICEMBRE – Questo aspetto lo sottolinea ancora una volta Giuseppe Addessi, il presidente di Acqualatina: “E’ un impianto costato circa 3 milioni di euro, investimenti realizzati esclusivamente con i fondi dei cittadini, cioè con risorse di Acqualatina derivanti dalle bollette. Per noi è motivo di soddisfazione”. E per tranquillizzare ulteriormente gli utenti, Addessi offre un altro dato relativo ai controlli sulle condotte dell’ Ato4: “Dal 28 dicembre ad oggi sono state realizzate circa 6mila analisi sulla qualità delle acque”. Latina, l’ ingresso al nuovo dearsenificatore “FERMARE LE POLEMICHE” – Anche l’ istituto superiore di Sanità ‘premia’ il gestore per il lavoro svolto: “L’ Ato4 – ha detto Massimo Ottaviani, direttore uscente del reparto Acque potabili dell’ Istituto – per ora, è l’ unico ad aver raggiunto questo importante obiettivo, nel Lazio, per cui, si spera che anche gli altri Ambiti facciano altrettanto. Ora è il momento di azzerare tutte le polemiche poiché, se in alcuni momenti sono state anche utili ad accelerare determinate azioni, ora non hanno altro scopo che quello di creare inutili allarmismi”. Un vecchio impianto pilota per la potabilizzazione di acque all’ arsenico (da web) NONO IMPIANTO DAL 2004 – Quello di Aprilia è il nono dearsenizzatore realizzato dal 2004, mentre è in corso la costruzione di una condotta idrica di lunghezza pari a 11 chilometri, in gradi di assicurare la distribuzione di acqua potabile da Ninfa a Cisterna di Latina, altra località colpita dal problema. L’ impianto appena ultimato da una grande azienda privata ha una portata di acqua trattata pari a 360 litri/secondo. RICORSI: PRONTI IN TREMILA – Ma la vicenda pontina non può far dimenticare agevolmente i disagi subiti dai cittadini che hanno avuto l’ acqua potabile non perché lo fosse realmente, ma perché una deroga consentiva agli organi competenti di chiudere un occhio ed erogare acqua con livelli di arsenico oltre i 10microgrammi per litro, una quota da non superare secondo le organizzazioni sanitarie. Resta viva la rabbia dei cittadini e la rivalsa contro gli avvelenatori promessa della associazioni di categoria. Il Codacons è tra queste: l’ associazione prospetta 1500 euro di risarcimento a famiglia e la riduzione delle bollette. Rifornimento di acqua potabile ad una autobotte a causa dei divieti (Eidon) BAR E RISTORANTI – La campagna dell’ associazione è rivolta ai privati ma anche ai titolari di imprese per cui l’ acqua è un bene di primaria importanza, come bar, pasticcerie, ristoranti, alberghi. “Ad oggi – fa sapere l’ avvocato del Codacons Graziella Castrenze – le adesioni preliminari sono circa tremila, e potrebbero trasformarsi in ricorsi veri e propri se i cittadini vorranno conferire al Codacons il mandato di difenderli”.
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