3 Febbraio 2013

Mps, il Tar non sospende i Monti Bond

Mps, il Tar non sospende i Monti Bond

ROMA Il pro cedimento per la sottoscrizione dei nuovi strumenti finanziari per il Monte dei Paschi di Siena (i cosiddetti Monti Bond) può andare avanti. Il Tar del Lazioha annunciato Bankitalia – non ha concesso la misura cautelare immediata chiesta dal Codacons per ottenere la sospensione del procedimento. L’ udienza di merito sul ricorso che chiede il blocco del provvedimento che dà il via libera al prestito di 3,9 miliardi alla banca senese, secondo quanto riferito dal Codacons, è fissata per il 20 febbraio. La Banca d’ Italia ha chiesto il rigetto del ricorso per la sua inammissibilità e infondatezza e «la condanna del Codacons al pagamento di una sanzione pecuniaria per lite temeraria, considerata la pretestuosità del ricor so». Inoltre via Nazionale ha espresso «piena disponibilità» a consegnare il documento al presidente del Tar «nel rispetto delle norme di legge a tutela delle informazioni sensibili». In mattinata il presidente del Codacons, Carlo Rienzi, aveva denunciato la «scarsa trasparenza» della Banca d’ Italia per non aver consegnato al Tar il documento e chiesto «le dimissioni del Governatore». Una richiesta alla quale si associano anche altre associazioni come l’ Adusbef e Federconsumatori. Secondo il Codacons, infatti, il prestito sarebbe condizionato all’ impegno di Mps sull’ assenza di eventi successivi al 30 giugno 2012 «che abbiano o possano avere impatto negativo rilevante con riferimento alla propria situazione patrimoniale finanziaria e reddituale, che non siano stati già resi pubblici o comunicati al Mef e/o alla Banca d’ Italia». «I presupposti per il prestito – ha detto Rienzi – non ci sono, deve essere bloccato. La Banca non ha dato le informazioni, va commissariata». Secondo l’ associazione dei consumatori si tratta inoltre di aiuto di Stato, e per questo ha annunciato il ricorso alla Commissione Europea. A via Nazionale è stata presa la decisione di chiedere al tribunale di considerare quella del Codacons una richiesta pretestuosa. C’ è poi il nodo riservatezza. L’ istituto guidato da Ignazio Visco è consapevole della delicatezza dei documenti che elabora: nessuna volontà di sottrarsi alla collaborazione con le autorità giudiziarie, ma c’ è l’ esigenza di evitare di diffondere al pubblico una relazione di tipo tecnico che contiene dati sensibili di una società quotata. Intanto sono una decina gli indagati da parte della procura di Siena nell’ ambito dell’ indagine su alcune operazioni compiute dall’ ex management del Monte dei Paschi. I pm sono al lavoro per analizzare la documentazione acquisita dalla Finanza nelle perquisizioni compiute dall’ inizio dell’ inchiesta. L’ intenzione degli inquirenti è chiarire che fine ha fatto la plusvalenza ricavata nel 2007 attraverso l’ operazione di acquisizione di Antonveneta, banca acquistata dall’ istituto di Piazza Salimbeni per 10 miliardi di euro dalla Banca Santander che l’ aveva acquisita a 6,6 miliardi. Sempre ieri, il segretario della Lega Nord, Roberto Maroni, ha attaccato il presidente della Repubblica. «Stimo Napolitano – ha premesso -, ma la brutta impressione che si ha è che sia sceso in campo per coprire i riflessi negativi che lo scandalo Mps sta avendo sulle sorti elettorali del Pd». «Maroni non attacchi il capo dello Stato. Rifletta, piuttosto, sulla scarsa trasparenza dei rapporti tra Lega e banche, per non parlare di cosa ha combinato la Lega quando si è messa a fare il banchiere con Credieuronord» la replica di Bruno Tabacci, leader del Centro Democratico.

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