1 Febbraio 2013

Si muove la Procura di Roma e potrebbe prendersi l’ inchiesta

Si muove la Procura di Roma e potrebbe prendersi l’ inchiesta

 

Anche la procura di Roma ha aperto un fascicolo sullo scandalo Mps. L’ indagine è per ora contro ignoti e al momento ipotizza il reato di manipolazione bancaria, il più grave finora contestato alla passata gestione dell’ istituto senese. Ma non è detto che il raggio delle responsabilità si limiti ai vertici del Monte dei Paschi ed è proprio quanto dovranno accertare sia i pm romani che il Tar del Lazio che ha convocato i responsabili della Vigilanza della Banca d’ Italia per il 2 febbraio, cioè domani. Il tribunale amministrativo chiede che siano forniti “documentati chiarimenti” in ordine al via libera di via Nazionale ai Monti-Bond per Mps. Forse non è del tutto casuale che nel giorno in cui la procura di Roma decide di indagare sul più grosso scandalo bancario degli ultimi anni, il presidente Napolitano sia sceso in campo per riaffermare la sua piena fiducia nei confronti dei vertici di via Nazionale. Presenti e passati visto che l’ inchiesta sfiora anche il ruolo svolto da Mario Draghi, nel 2011 numero uno di Bankitalia. All’ origine dell’ iniziativa dei pm romani c’ è un dettagliato esposto del Codacons, che di fatto ricalca il ricorso mandato nei giorni scorsi al Tar dalla stessa Associazione dei consumatori, scesa sul piede di guerra contro la delibera di via Nazionale a favore dell’ emissione di 3, 9 miliardi a favore di Mps, resa nota soltanto il 27 gennaio. “Senza alcuna istruttoria”, sostengono i Consumatori lamentando una truffa ai danni dei cittadini che va bloccata insieme ai 4 miliardi che stanno per essere elargiti. L’ accusa rivolta a Bankitalia è di omessa vigilanza ed è questo il cavallo su cui monta la procura di Roma. In una nota, firmata congiuntamente dal procuratore Giuseppe Pignatone e dall’ aggiunto Nello Rossi, si annuncia l’ apertura del procedimento “contro ignoti per il reato di manipolazione del mercato e altre ipotesi, raccogliendo da una pluralità di fonti sommarie informazioni e documentazione sull’ intera vicenda”. L’ INDAGINE DUNQUE è già in atto, soltanto nei prossimi giorni i pm romani decideranno se proseguire gli accertamenti in proprio o trasmettere gli atti a Siena, come ha già fatto la Procura di Milano anche se tale orientamento non è affatto scontato. Non è ancora guerra tra procure, ma potrebbe diventarla. In ballo non ci sono infatti soltanto reati compiuti all’ interno del Mps, le responsabilità della banda del 5 per cento, o il ricorso ai derivati Santorini e Alexandria che hanno portato a picco i bilanci dell’ istituto di credito. In ballo ci sono i Monti Bond e il ruolo di Bankitalia e Consob nel verificare i bilanci, approvare coperture rischiose in prodotti derivati. La procura di Roma deve chiarire dove è stato compiuta la “manipolazione bancaria” che definisce l’ aggiotaggio in ambienti di alta finanza. Reato che comporta condanne dai 2 ai 12 anni, superiori a quelle dai 3 ai 7 previste per l’ associazione per delinquere già contestata a Mussari, Vigni e Baldassarri dai pm di Siena. Insomma la sensazione è che l’ inchiesta sul disastro Mps abbia fatto ieri un salto in avanti, che fatichi a restare nei recinti del Palio. Dalla procura di Roma si fa sapere che i pm senesi ci sono ottimi rapporti, per ora.

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