Montepaschi, i pm: messe in giro falsità
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fonte:
- Giornale di Sicilia
La complessa vicenda economico-giudiziaria Mps approda anche alla procura di Roma. Nessuna sovrapposizione con il lavoro degli inquirenti senesi, ma un doveroso accertamento alla luce di alcuni esposti. Manipolazione del mercato, questo uno dei reati ipotizzati dal procuratore Giuseppe Pignatone e dall’ aggiunto Nello Rossi. Gli inquirenti di piazzale Clodio hanno già preso contatti con i colleghi toscani e rappresentato che, per il momento, ritengono loro la competenza a procedere. A meno che non emergano fattispecie tali da radicare la titolarità dell’ azione penale nella capitale. In una nota hanno dichiarato che a seguito della presentazione di denunce e di esposti da parte del Codacons e di cittadini in ordine alla situazione del Monte dei Paschi di Siena la procura ha aperto un procedimento contro ignoti per manipolazione del mercato e per altre ipotesi di reato, raccogliendo da una pluralità di fonti sommarie informazioni e documentazioni sull’ intera vicenda. Sulla base delle acquisizioni – hanno aggiunto – questa Procura valuterà nei prossimi giorni se proseguire negli accertamenti o se trasmettere gli atti alla procura di Siena (peraltro già destinataria di atti provenienti dalla procura di Milano) ufficio con il quale sono stati già presi opportuni contatti. Tra i destinatari delle richieste di documenti anche Bankitalia e Consob. Negli esposti arrivati a piazzale Clodio sono citati, tra gli altri, la rappresentazione ingannevole di alcune operazioni, come la ricapitalizzazione del banca toscana. L’ esposto del Codacons, invece, ricalca il ricorso presentato al Tar del Lazio con la richiesta di annullamento della delibera con la quale il Direttorio della Banca d’ Italia aveva espresso parere favorevole al Tesoro per l’ emissione di Monti-bond da 3,9 miliardi da parte dell’ istituto di credito. La Procura di Siena, intanto emette una nota: Considerata l’ infondatezza delle notizie circa le iniziative che questa Procura della Repubblica sarebbe in procinto di adottare con riferimento alle indagini relative alla banca – si legge – il procuratore rende noto che sta valutando l’ apertura di un procedimento penale per insider trading ed aggiotaggio, trattandosi di società quotata presso un mercato regolamentato nazionale. Si teme che siano state messe in giro notizie false per fare soldi in borsa. Il Tar chiama Bankitalia Intanto il via libera di Bankitalia ai Monti bond finisce nel mirino del Tar e il rating Mps che passa sotto la scure delle agenzie di rating, diventando sempre più titolo spazzatura. S&P ha tagliato il rating da ‘BB’ a ‘BB’. Il governatore Ignazio Visco è tornato a lanciare messaggi rassicuranti per il sistema bancario. Intanto, un altro faro in questa bufera è stato acceso dal Tar del Lazio, su assist del Codacons, che ha convocato per sabato prossimo i rappresentanti legali di Via Nazionale per acquisire documentati chiarimentiin merito ai Monti bond prenotati dalla banca per tamponare le perdite. Guardando alla Borsa, infine, ieri per il titolo è stata una seduta col segno più dopo il tracollo della vigilia. Mps ha guadagnato l’ 1,82%. Napolitano: Bankitalia vigile Il presidente della Repubblica è da giorni preoccupatoper lo scandalo Mps che ha giudicato sin dall’ inizio grave, ma ieri sono accadute due cose che lo hanno spinto a far sentire la propria voce dall’ alto del Colle affinchè si cogliesse anche all’ estero: la diffusione di una serie di notizie infondateche hanno avuto ricadute destabilizzanti sul mercatoe la conseguente impennata dello spread tra i titoli italiani e i bund tedeschi di circa il doppio rispetto al differenziale tra i bonos spagnoli e i bund. Per questo il capo dello Stato è intervenuto prima di tutto confermando il proprio sostegno alla Banca d’ Italia, dicendosi certo che via Nazionale ha vigilato correttamente nei limiti dei suoi poteriche, come è noto, non sono amplissimi. Quindi Napolitano ha auspicato che la verità arrivi in tempi certi perchè bisogna soddisfare le esigenze di chiarezza dell’ opinione pubblica e dei risparmiatori. Interrogato Gotti Tedeschi Tutta l’ operazione Antonveneta fu gestita direttamente da Madrid, furono i vertici di Santander ad occuparsi di tutte le fasi, dall’ apertura del dossier fino alla firma sul contratto che diede la banca veneta al Monte dei Paschi per 10,3 miliardi (oneri compresi), tre e mezzo in più di quanto gli spagnoli la pagarono tre mesi prima. Seduto davanti ai magistrati della procura di Siena il banchiere Ettore Gotti Tedeschi, storico rappresentante di Santander in Italia, ha escluso ogni suo ruolo nel dossier, almeno per quanto riguarda tutta la fase che poi ha portato alla cessione ad Mps.
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