Napolitano: si faccia chiarezza
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fonte:
- La Sicilia.it
Siena. Su Monte dei Paschi bisogna fare «chiarezza» e «tutelare l’ interesse nazionale». I mercati temono che la vicenda Mps non sia isolata ma che sia la punta di un iceberg che coinvolge l’ intero sistema bancario italiano: è il momento di far vedere che tutti gli attori in scena – comprese le forze politiche – hanno la «consapevolezza» che è in gioco «l’ interesse nazionale». Il presidente della Repubblica è da giorni «preoccupato» per lo scandalo Mps (soprattutto per «la diffusione di una serie di notizie infondate» che hanno avuto «ricadute destabilizzanti sul mercato») che ha giudicato sin dall’ inizio «grave». In una conversazione con Il Sole-24Ore , il Capo dello Stato s’ è detto certo che via Nazionale ha vigilato correttamente «nei limiti dei suoi poteri» e che adesso i magistrati stanno lavorando per «soddisfare le esigenze di chiarezza fortemente sentite dall’ opinione pubblica e in particolare dai risparmiatori». Novità di rilievo anche sul versante delle indagini. Tutta l’ operazione Antonveneta fu «gestita direttamente da Madrid», furono i vertici di Santander ad occuparsi di tutte le fasi, dall’ apertura del dossier fino alla firma sul contratto che diede la banca veneta al Monte dei Paschi per 10,3 miliardi (oneri compresi), tre e mezzo in più di quanto gli spagnoli la pagarono tre mesi prima. Seduto davanti ai magistrati della procura di Siena il banchiere Ettore Gotti Tedeschi ha escluso ogni suo ruolo nel dossier, almeno per quanto riguarda tutta la fase che poi ha portato alla cessione ad Mps. L’ altro aspetto centrale della vicenda è il prezzo pagato da Mps per Antonveneta: oltre 10 miliardi, quando Santander ne aveva sborsati 6,6. Una plusvalenza di oltre 3 miliardi che è proprio quella su cui si concentra l’ attenzione degli inquirenti. Ai magistrati, sempre secondo quanto è stato possibile ricostruire, Gotti avrebbe ricordato che all’ epoca della cessione al Monte erano arrivate altre offerte a Santander, come quella di Bnp Paribas, pronto a sborsare otto miliardi, che giustificherebbe l’ offerta fatta da Mussari. Sempre in relazione al prezzo di vendita a Mps, nel faccia a faccia con i pm, Gotti avrebbe tra l’ altro ricordato che, al momento della cessione di Antonveneta, gli spagnoli avevano conoscenze più dettagliate su quale fosse il reale stato della banca Veneta. Ed avrebbe escluso la possibilità che si possa vendere una banca controllata per oltre 9 miliardi, restituendone segretamente due al compratore, riuscendo a non contabilizzare nel bilancio un’ uscita così importante e a non esser scoperti dagli azionisti. Per la prima volta dalle sue dimissioni ha parlato anche Giuseppe Mussari. Poche parole: «Né io né il mio avvocato abbiamo mai rilasciato dichiarazioni nel pieno rispetto dell’ attività di indagine posta in essere dalla Procura». Infine, la complessa vicenda economico-giudiziaria Mps approda anche alla procura di Roma. «Manipolazione del mercato», questo uno dei reati ipotizzati. Gli inquirenti di piazzale Clodio hanno già preso contatti con i colleghi toscani e rappresentato che, per il momento, ritengono loro la competenza a procedere. A meno che non emergano fattispecie tali da radicare la titolarità dell’ azione penale nella capitale. Tra i destinatari delle richieste di documenti anche Bankitalia e Consob. Negli esposti arrivati a piazzale Clodio sono citati, tra gli altri, la rappresentazione ingannevole di alcune operazioni, come la ricapitalizzazione del banca toscana. L’ esposto del Codacons, invece, ricalca il ricorso presentato al Tar del Lazio con la richiesta di annullamento della delibera con la quale Banca d’ Italia aveva espresso parere favorevole al Tesoro per l’ emissione di Monti-bond da 3,9 miliardi da parte dell’ istituto di credito senese. Eva Bosco Matteo Guidelli 01/02/2013.
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