Faro dei pm su Fondazione Mps
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fonte:
- Milanofinanza.it
Nel mirino le garanzie sul bond Fresh da 960 mln tenute nascoste a Bankitalia. Anche la Procura di Roma apre un’ indagine per manipolazione del mercato. S&P taglia il rating dell’ istituto toscano di da Siena Luca Gualtieri La Procura di Siena accende un faro sulla Fondazione Mps , azionista di maggioranza relativa della banca con il 34,9%. Ieri i magistrati Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso hanno infatti ascoltato due testimoni d’ eccezione: Ettore Gotti Tedeschi e Gabriello Mancini. Il primo, responsabile per l’ Italia del Banco Santander , è stato sentito per quattro ore e mezza come persona informata sui fatti e dall’ interrogatorio (che è stato segretato) sarebbe emersa per il momento l’ estraneità del banchiere all’ operazione Antonveneta. Il deal sarebbe stato infatti gestito direttamente dai vertici di Santander, che si occuparono di tutte le fasi, dall’ apertura del dossier fino alla firma sul contratto. Spunti più interessanti potrebbero essere emersi dall’ interrogatorio di Mancini, che ha retto il timone della Fondazione dal 2006 a oggi. Tra il 2008 e il 2011 Palazzo Sansedoni diede infatti un contributo decisivo in termini finanziari al Monte dei Paschi , sottoscrivendo pro quota i due aumenti di capitale (da 5 e 2 miliardi) e il bond Fresh da 960 milioni del 2008. Proprio quest’ ultima operazione è finita da tempo sotto la lente della Procura di Siena, che indaga per ostacolo all’ attività di vigilanza, manipolazione del mercato e aggiotaggio. In particolare, l’ attenzione dei magistrati si sarebbe concentrata sulle indemnity (garanzie supplementari) concesse ad alcuni sottoscrittori del Fresh. Lo dimostrerebbe un documento sequestrato dalla Guardia di Finanza nei mesi scorsi, tecnicamente una indemnity side letter, che potrebbe rappresentare la prova di un inganno ai danni di Banca d’ Italia. Tale documento avrebbe infatti trasferito il rischio di impresa (nella forma di mancato pagamento della cedola) dai bondholder alla banca, aggirando un’ esplicita richiesta fatta da Via Nazionale. Secondo fonti investigative, tra i beneficiari di questa indemnity ci sarebbe stata proprio la Fondazione Mps , oltre al Jabra Fund del finanziere libanese Philippe Jabra, anche se per il momento la notizia non trova conferme ufficiali. Con ogni probabilità, comunque, il tema è stato toccato nel confronto di ieri tra i magistrati e Mancini, che all’ uscita si è detto pronto a fornire piena collaborazione. Altro tema che ha tenuto banco in Procura è stata la smentita di un sequestro conservativo da 1,2 miliardi, ventilato da un quotidiano nazionale. In un comunicato diffuso in mattinata il procuratore capo Tito Salerno ha fatto sapere che, «considerata l’ infondatezza delle notizie, il procuratore sta valutando l’ apertura di un procedimento penale per insider trading e aggiotaggio, trattandosi di società quotata su un mercato regolamentato nazionale». Da Siena a Roma. Sempre ieri la Procura della capitale ha aperto un’ indagine contro ignoti per manipolazione del mercato e altre ipotesi di reato, dopo denunce ed esposti da parte del Codacons e di singoli cittadini. Sale così a tre il numero delle Procure scese in campo per fare luce sulla vicenda Mps : oltre a Siena infatti, mercoledì 31 anche i magistrati di Trani hanno avviato un’ inchiesta per omessa vigilanza da parte della Banca d’ Italia e della Consob. Sempre su richiesta del Codacons intanto il Tar del Lazio ha convocato sabato il direttore generale di Bankitalia Fabrizio Saccomanni e il responsabile della Vigilanza Luigi Signorini per acquisire «documentati chiarimenti» in ordine al via libera di via Nazionale ai Monti bond. Ieri sera infine S&P ha tagliato il rating di Mps da BB+ a BB in seguito ai « recenti annunci su potenziali perdite su tre operazioni strutturate che rafforzano la possibilità che Mps affronti significativi rischi sul profilo finanziario». (riproduzione riservata)
di da siena luca gualtieri
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