1 Febbraio 2013

«Un nuovo patto con i pendolari»

«Un nuovo patto con i pendolari»

 

 

MILANO – Dopo lo «tsunami», le settimane della tessitura e della mediazione. Luigi Legnani, 64 anni, l’ ingegnere «ferroviere» che dal 28 dicembre guida Trenord (670 mila passeggeri ed oltre 2 mila treni al giorno), riassume così le primissime cose fatte, dopo l’ indispensabile recupero della normalità seguito alla disastrosa settimana di dicembre (dal 9 al 16) durante la quale un software non collaudato a dovere provocò la cancellazione di circa 1.500 treni. «Ora il sistema è stabilizzato, sia pure con le sue fragilità: entro i 5 minuti la puntualità è all’ 85%, ai 10′ al 95-96%. Sono dieci punti sui quali si può fare molto». I primi risultati del lavoro «di diplomazia per ricostruire il clima, fuori e dentro l’ azienda» si segnano nel rapporto con i viaggiatori (dunque all’ esterno) e sul fronte sindacale (quindi all’ interno). Ci sono stati incontri con i rappresentanti dei pendolari e le associazioni dei consumatori, dopo la «Caporetto» di dicembre. Si è parlato del bonus (di cui molti vorrebbero, tra l’ altro, rivedere le regole), di risarcimenti, di class action (le promuovono Codacons Altroconsumo: «Il risarcimento del 25% dell’ abbonamento è un’ elemosina inaccettabile»). D’ ora in poi – a prescindere dai risarcimenti relativi al dicembre scorso – ci sarà un «tavolo di conciliazione» che servirà a dirimere le situazioni particolari, i reclami che non trovano soluzione nel contratto rappresentato dal biglietto che si acquista. Un aereo perso a causa del Malpensa Express in ritardo, per esempio. «Adoconsum, Assoutenti e Federconsumatori preferiscono la strada del cercare di recuperare fiducia alla class action». Il fronte sindacale è l’ altro campo nel quale l’ attività «diplomatica» di queste settimane ha portato un altro risultato giudicato importante. C’ è un «tavolo di monitoraggio» al quale siedono i rappresentati dei sei sindacati che hanno siglato il nuovo contratto di lavoro dei 4.100 lavoratori di Trenord: a quel tavolo, tra l’ altro, in emergenza, c’ è stata la trattativa sugli stipendi, anch’ essi mandati nella confusione più completa dal software che, non riuscendo a riconoscere e distribuire i turni, neppure ha saputo tenere i dati per le buste paga. Trattativa alle quale, non avendo firmato il contratto a giugno, non hanno partecipato gli autonomi dell’ Orsa (un migliaio di tesserati, il sindacato che ha bloccato i treni regionali il 16 dicembre ed il 18 gennaio). Ora, sia pure da un tavolo separato, torneranno a partecipare alla discussione: «Anche per evitare che questioni di natura sindacale vengano ancora scaricate sui clienti». Restano confermati gli investimenti previsti fino al 2014 dal contratto di servizio (per esempio 10 nuovi Coradia) e lo sforzo per la manutenzione del materiale attuale. Obbiettivo: «Una normalità eccellente». Mica poco. Laura Guardini [email protected] RIPRODUZIONE RISERVATA.

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