Il Tar convoca Bankitalia: «Ci spieghi il via libera ai Monti-bond per Mps»
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- Il Tempo
Leonardo Ventura Ormai lo scandalo dei derivati all’ interno del Monte dei Paschi di Siena è diventato un tutti contro tutti. Magistrati a caccia dei misfatti degli ex vertici della banca senese. Politici di destra contro quelli di sinistra. Istituzioni di controllo che si rimpallano le responsabilità. Mancavano i cittadini. Ma sono arrivati anche loro. Il Codacons che aveva presentato un ricorso al Tar del Lazio contro i Monti Bond ha visto accolta la sua istanza. Così domani i magistrati amministrativi hanno convocato il direttore generale, Fabrizio Saccomanni, e il Responsabile della Vigilanza di Bankitalia, Luigi Signorini (o di un loro delegato) per acquisire «documentati chiarimenti» in ordine al via libera di via Nazionale ai Monti-Bond per Mps. Lunedì scorso l’ associazione dei consumatori aveva presentato un ricorso d’ urgenza al Tar del Lazio, chiedendo di annullare la delibera con la quale il Direttorio della Banca d’ Italia aveva espresso parere favorevole al Tesoro all’ emissione di Monti-bond da 3,9 miliardi da parte dal Monte dei Paschi, strumenti che saranno sottoscritti dal ministero dell’ Economia. È necessario, per decidere il ricorso, di «acquisire immediatamente i provvedimenti impugnati e in particolare la delibera adottata dal Direttorio della Banca d’ Italia» ha spiegato il Tar. Che ha emesso anche un ordine perentorio chiedendo all’ istituto di depositare gli atti richiesti entro le 9,30 di oggi. Già sabato prossimo, al termine della discussione, il Tar potrebbe decidere di sospendere i Monti Bond così come richiesto dal Codacons. La vicenda insomma si ingarbuglia anche nei diversi livelli istituzionali. E in ogni caso la Banca d’ Italia non intende prestare il fianco all’ esposizione mediatica. Ieri Palazzo Koch ha spiegato che non saranno Saccomanni e Signorini a intervenire all’ audizione al Tar del Lazio ma gli avvocati dell’ istituto centrale. Intanto però l’ agenzia internazionale Standard&Poor’ s ha declassato il rating delle emissioni a lungo termine di Banca Monte dei Paschi di Siena. Passa da «BB+» a «BB», con credit watch negativo. La decisione consegue alla maxi-perdita sui prodotti derivati e alla vicenda giudiziaria in corso. Intanto però la linea di via Nazionale sull’ intero dossier di Siena non sembra essere stata scalfita dalle critiche. Dopo che il ministro Grilli ha puntualmente ricordato i vari passaggi delle ispezioni della Vigilanza di Bankitalia iniziati nel 2010 e la loro efficacia, ieri il vice direttore generale di Banca d’ Italia, Fabio Panetta ha ribadito la bontà dei metodi utilizzati dagli ispettori sottolineando come la vigilanza della Banca d’ Italia «è il modello, insieme a pochi altri, preso a riferimento in vista dell’ unione bancaria Ue». Panetta è tornato a difendere l’ operato dell’ istituto nel caso Mps rilevando come Palazzo Koch non abbia nulla di cui rimproverarsi e che «la vigilanza di Bankitalia è stata ineccepibile». Eppure quello che è arrivato ieri dal presidente dell’ Eba (European Banking Authority), Andrea Enria, suona come un ennesimo scarico di responsabilità tra i vari organi di supervisione del credito. «Sapevamo solo quello che ci diceva la Banca d’ Italia» ha risposto Enria alla domanda se non si fossero accorti delle irregolarità nell’ operato di Monte dei Paschi di Siena. «L’ Eba non ha poteri ispettivi, si limita cioè a basarsi sui dati forniti dalle banche centrali» ha detto Enria. Da segnalare che, anche grazie alle segnalazioni di via Nazionale, l’ anno scorso Mps «ha aggiustato di 1,7 miliardi di euro la propria posizione patrimoniale e poi ha deciso di ricapitalizzarsi, a seguito della nostra insistenza, rivolta peraltro a tutte le banche europee» ha concluso il presidente Enria. Uno sforzo che non sembra essere stato sufficiente visto quanto poi accaduto nella banca di Siena. Gli occhi sulla situazione dell’ istituto senese sono anche quelli internazionali del Fondo Monetario. «La situazione di Monte dei Paschi di Siena viene monitorata da vicino dalle autorità di vigilanza italiane» ha detto il direttore delle relazioni esterne del Fmi, Gerry Rice. La banca intanto attende gli esiti delle inchieste guardando impotente il saliscendi del titolo in Borsa. Ieri Mps ha chiuso a 0,24 centesimi, in calo del 4.08%.
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