Consumi ancora giù, si salvano i discount
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fonte:
- Corriere Adriatico
La crisi dei consumi non sembra avere fine: anche il mese di novembre chiude con un bilancio negativo delle vendite al dettaglio, in calo del 3,1% su base annua. E’ ormai l’ ottavo calo consecutivo e nemmeno l’ alimentare viene risparmiato. I nuovi dati dell’ Istat sul giro d’ affari nei negozi confermano la stretta e mettono un’ ipoteca sul 2012. Infatti difficilmente di cembre, per quanto positivo, potrà ribaltare la perdita accumulata, pari al 2% dei primi undici mesi. Se non ci saranno cambiamenti si tratterebbe dell’ anno peggiore almeno dai primi del ’90. La flessione totalizzata sarebbe più forte di quella del 2009, quando la caduta si fermò all’ 1,7%. A sottolinearlo sono anche i commercianti, che parlano di consumi in “profondo rosso”. Le associazioni dei consumatori manifestano tutta la loro preoccupazione definendo “drammatici” i numeri dell’ Istat e stimando un crollo nel potere d’ acquisto degli italiani. Nella valanga di ribassi spicca, però, il segno più registrato dai discount, che anche a novembre riescono a cavalcare la crisi. Le famiglie per andare avanti in tempi duri cercano di tagliare su tutto. In un solo mese le vendite diminuiscono dello 0,4% e il ribasso diventa più forte se si fa il confronto con l’ anno precedente. In termini tendenziali la contrazionesifasentirepuresucibo e bevante (-2%) e sul resto la flessione è ancora più pesante (-3,7%), investendo capitoli come abbigliamento -pellicceria (-4,7%), mobili -arredamento ed elettrodomestici (-4,5%). Molto male vanno i piccoli negozi, le botteghe di quartiere, che segnano un ribasso del 3,9%, ma il reflusso è talmente forte che addirittura la grande distribuzione soffre (-2,1%). A guadagnare restano esclusivamente i discount alimentari. Confesercenti vede nero: “Per incontrare un altro calo di vendite altrettanto consistente bisogna giungere addirittura al 1993”. Sulla stessa linea Confcommercio, secondo cui i dati dell’ Istat non fanno altro che ribadire “ancora una volta come la crisi dei consumi sia profond a”. Il Codacons parla di numeri che riportano al dopoguerra e fa notare come l’ indice sulle vendite al dettaglio dell’ Istat incorpori pure l’ inflazione. Sulla stessa linea la Federconsumatori, che prevede per il biennio 2012-2013 un tonfo nel potere d’ acquisto superiore al 6,1%. La Confederazione italiana agricoltori constata come “gl i italiani sono costretti anche a una dura spending review sulla tavola”, tanto che oggi “oltre 7 milioni di famiglie optano per prodotti low cost o di qualità inferiore, mentre 6 milioni e mezzo di famiglie ormai si rivolgono quasi esclusivamente ai discount”.
franco limido
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