25 Gennaio 2013

E Schettino trascina nell’ indagine anche Costa Crociere

E Schettino trascina nell’ indagine anche Costa Crociere

 

GROSSETO – Costa Crociere è indagata per la sciagura della Concordia (32 vittime). Per la prima volta la società entra nell’ inchiesta come soggetto inquisito. Il pm Francesco Verusio le ha notificato un avviso di conclusione delle indagini, ipotizzando gravi responsabilità amministrative. E adesso Costa, in base alla legge 231 che prevede la responsabilità della società su reati commessi dai suoi dipendenti, rischia una maximulta che, secondo la Procura di Grosseto, potrebbe superare anche il milione di euro. Si ipotizzano una serie di gravi inadempienza, come l’ aver comunicato alle autorità marittime un blackout e non la collisione con gli scogli davanti all’ isola del Giglio, l’ aver sminuito l’ entità del danno e non aver osservato le procedure d’ emergenza previste dal codice di navigazione in caso di incidente e naufragio. La Procura, in altre parole, ritiene che i reati commessi da alcuni inquisiti siano stati compiuti per salvare la società e non nell’ interesse di equipaggio e passeggeri. Costa spa avrà venti giorni di tempo per presentare le controdeduzioni agli addebiti mossi dai magistrati; infine la procura deciderà se chiedere il rinvio a giudizio, insieme agli altri inquisiti, o di prosciogliere la società genovese. «Riteniamo la contestazione della Procura sostanzialmente non giustificata – ha detto il legale di Costa Marco De Luca – perché il naufragio ha visto Costa Crociere come parte danneggiata per il rilevante danno della perdita della nave. Dunque, non è possibile affermare che i reati commessi dagli attuali indagati possono essere a vantaggio o a profitto della società condizione necessaria per l’ attribuzione della responsabilità penale e amministrativa, Costa si costituirà parte civile al processo». Commenti positivi invece dal Codacons. «Finalmente sono state accolte le nostre richieste – dice il presidente Carlo Rienzi – e tutto questo spiana la strada ai risarcimenti in favore di quei soggetti che, attraverso la nostra associazione, hanno intentato una class action e che vedono aumentare le possibilità di ottenere gli indennizzi milionari chiesti». L’ impressione però è che le indagini non siano finite qui. Nei faldoni dell’ inchiesta sul naufragio recentemente sono state inserite 162 pagine, con intercettazioni telefoniche e ambientali, attualmente al vaglio della Procura di Grosseto. Si fa riferimento ai rapporti intercorsi tra Costa Crociere, Capitaneria di porto, Fincantieri e il Rina, il registro italiano navale, l’ organismo che rilascia i certificati di idoneità delle navi. La Procura indaga inoltre su una relazione tecnica presentata dal professor Bruno Neri per conto dei naufraghi che hanno chiesto l’ assistenza del Codacons. Secondo Neri una delle porte stagne della nave, la A24, fu aperta alle 22.23, quasi quaranta minuti dopo l’ impatto, accelerando l’ affondamento della nave. Marco Gasperetti RIPRODUZIONE RISERVATA.

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