22 Gennaio 2013

Iscrizioni a scuola Il sito subito in tilt

Iscrizioni a scuola Il sito subito in tilt

Natalia Poggi [email protected] L’ avanguardia degli smanettoni era già pronta nella mezzanotte di domenica. Mezz’ ora dopo erano state inviate al Ministero dell’ istruzione già 1226 domande (su un 1,7 milioni di studenti delle prime classi di ogni ordine e grado). A quell’ ora deve essere stato un gioco da ragazzi iscrivere on line il proprio figlio/a alla scuola prescelta (procedura obbligatoria come stabilito dalla legge 135 del 2012 resa esecutiva dal Miur il 17 dicembre scorso). Per chi ha aspettato che si facesse giorno l’ iscrizione si è trasformata in una corsa in salita. Già dopo le 8.30 chi si collegava al sito del ministero rilevava che il modulo per le iscrizioni risultava offline. Cliccando sulla dicitura Iscrizioni on line infatti compariva una schermata della serie: lasciate ogni speranza di entrare. Non tutti hanno avuto difficolta a superare il primo step. Per ritrovarsi, però, subito dopo bloccati lo stesso. Il sito ha funzionato a singhiozzo per tutta la mattina. Com’ era prevedibile si è verificato un eccesso di accessi al database che ha provocato il «down». Non è la prima volta, basti pensare a cosa è successo durante gli esami di terza media con le prove Invalsi. L’ assalto al sito del Miur è del tutto irrazionale e inutile. Perché per iscrivere c’ è tempo fino al 28 febbraio e chi arriva prima non avrà nessuna corsia preferenziale. Ieri non era il click-day per regolarizzare (a numero chiuso) le badanti clandestine. Il Miur ha fatto presente «che non può essere data alcuna rilevanza all’ ordine di arrivo delle domande di iscrizione». Eppure il 40% dei votanti che ha partecipato a un sondaggio di Skuola.net è convinta che ci sia una preferenza nell’ assegnazione dei posti nelle scuole in base all’ ordine di iscrizione. Il 21% ha detto: «Prima ci si iscrive, più possibilità ci sono che la scuola accetti la domanda», il 7% ha confessato: «Iscrivendomi mi sono tolto il pensiero!» un altro 21% ha espresso l’ intenzione di affrettarsi «Lo farò presto: chi prima arriva, meglio alloggia». Nel suo primo giorno, la rivoluzione digitale della scuola italiana qualche intoppo ce l’ ha avuto per il sottodimensionamento dei server. Ciò non ha impedito comunque al Ministero dell’ Istruzione di stappare le bottiglie. «La macchina organizzativa sta funzionando al meglio e senza particolari problemi – si legge in una nota di ieri mattina – Nella giornata di ieri sono pervenute 23.179 domande (fino alle 19) mentre il sito ha avuto 1.529.936 accessi con dei picchi notevoli tra le 8 e le 13. L’ obbligatorietà dell’ iscrizione on line (ne sono esenti i genitori dei bimbi delle scuole materne) risponde anche a un logica di risparmi di ben 5 milioni di fogli di carta e 84.000 ore di lavoro delle segreterie scolastiche che non devono più inserire a mano i dati dai moduli cartacei. Comunque questa prima giornata di iscrizioni telematiche ha innescato una serie di polemiche. «Se il buongiorno si vede dal mattino, le iscrizioni online volute dal Ministero per il nuovo anno scolastico non fanno ben sperare» ha commentato la Rete degli studenti medi per la quale «la rivoluzione tanto attesa dal Ministero, fallisce a solo un giorno dal “gran” debutto». Dice Daniele Lanni, portavoce nazionale dell’ associazione ««Il ministero doveva aspettarsi una così copiosa affluenza nel sito a partire già dalla giornata di oggi. L’ afflusso straordinario lo ha colto nel fatto. Viste le premesse siamo convinti che si creerà una gran confusione, tantissimi saranno gli studenti che non riusciranno a iscriversi». Proprio per limitare i problemi la Rete degli Studenti ha deciso di offrire un servizio di assistenza rivolto alle famiglie in difficoltà. Basta contattare direttamente il numero 345 7181789. Contraria a tutta l’ operazione è l’ associazione dei consumatori Codacons. «È fondamentale che la pubblica amministrazione accetti le domande on line dei consumatori e, ancor di più, che invii le risposte e la documentazione richiesta dai cittadini via email. Cosa ben diversa è invertire l’ obbligo, gravando le famiglie di questo onere». E in effetti, ricorda il Codacons «secondo gli ultimi dati Istat nel 2011 solo il 56,8% delle famiglie italiane ha un personal computer». Questo significherebbe creare difficoltà al 43,2% degli italiani. E considerato che comunque le segreterie scolastiche sono obbligate ad assistere le famiglie che non hanno accesso a internet o non possiedono un computer «il rischio è che il vantaggio economico di gestire obbligatoriamente on line tutte le pratiche sia poi vanificato dal lavoro aggiuntivo delle segreterie delle scuole che devono rendersi disponibili a supportare chi non strumenti e competenze». Le istruzioni per iscrivere il proprio figlio on line sono tutte contenute nel sito del Ministero. Prima di tutto è fondamentale registrarsi al sito www.iscrizioni.istruzione.it. Dopo essersi collegati, bisogna cliccare sul primo bottone in alto a destra. Può farlo uno dei due genitori, non importa quale. Naturalmente bisognerà avere un indirizzo e-mail. Ogni mail vale per una sola registrazione. La seconda fase è invece competenza del ministero, che spedirà alla famiglia un codice personale e una username per finalizzare l’ iscrizione vera e propria. I modelli sono composti da una parte generale, uguale per tutte le scuole e in una parte con informazioni specifiche. Le segreterie delle scuole faranno aperture straordinarie per aiutare tutte le famiglie in difficoltà. Poi ci sono altre iniziative. Come quella dell’ Agenzia Tu UniCredit, la rete di filiali dedicate ai cittadini stranieri residenti in Italia e ai lavoratori atipici, che mette a disposizione gratuitamente per clienti e non una postazione Internet in ogni filiale fino al 28 febbraio negli orari 10.20-14.20 e 15.45-18.15

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