Consumatori all’ attacco del redditometro
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fonte:
- LaPrealpina.it
ROMA – Redditometro ancora al centro delle polemiche. Questa volta dei consumatori: se Codacons e Adiconsum chiedono di rivedere l’ inversione dell’ onere della prova, l’ Adusbef annuncia di aver dato mandato ai propri legali di impugnare in tutte le sedi – dalle Commissioni tributarie al Tar del Lazio – il decreto ministeriale. Intanto, trapelano i primi orientamenti della Circolare delle Entrate con la quale si daranno le istruzioni per i controlli. Uno dei nodi è quello delle spese presunte, calcolate con le medie Istat, dagli alimentari all’ abbigliamento. Queste spese non saranno decisive per un controllo e in ogni caso se un contribuente non si riconoscerà nel dato potrà fornire motivazioni concrete, non necessariamente documentali. Dai commercialisti arriva invece il consiglio dell’ ex presidente della categoria, Claudio Siciliotti : «Conservare la prova delle entrate più che quella delle spese». Se viene contestato uno sfasamento tra reddito dichiarato e spesa, «occorre dimostrare come si è ottenuta quella entrata, che magari si è avuto un prestito da un amico e dunque è meglio che questo sia sempre tracciabile». Un altro punto è la questione dell’ onere della prova. Gli ispettori fiscali potranno muovere accertamenti solo sulla base di spese certe. Al contribuente spetta provare che la spesa superiore al reddito (in ogni caso, oltre la franchigia di 1.000 euro al mese) è stata possibile grazie a redditi diversi, come il prestito o la donazione di un familiare, gli interessi dei Bot o semplicemente i risparmi del passato. C’ è poi il nodo delle spese presunte, quelle di tutti i giorni che vanno dagli alimentari all’ abbigliamento, e che verranno calcolate con le medie Istat. Tra gli orientamenti al vaglio degli uffici c’ è l’ indicazione che questo tipo di spese, da sole, non siano mai determinanti per un accertamento. Se ci sono altre spese, accertabili dal fisco, che fanno accendere la spia rossa, allora le spese Istat verranno chiamate a corredo dell’ accertamento. In ogni caso, si dovrebbe stare tranquilli senza affannarsi a conservare ogni scontrino perché dovrebbero bastare spiegazioni concrete, logiche e non necessariamente documentali quando il dato Istat è superiore alle spese effettive che si fanno tutti i giorni. Per esempio – spiega il vice direttore delle Entrate Marco Di Capua – se una persona non spende per alimentari perché va a mangiare tutti i giorni a casa della madre che abita allo stesso pianerottolo potrà portare questa motivazione. «Sempre che la madre sia viva», ha detto scherzando Di Capua. Comunque la spiegazione è considerata logica (e accettabile) se la madre in questione non abita a 100 chilometri di distanza. Tornando all’ attacco dei consumatori, il presidente dell’ Adusbef Elio Lannutti sottolinea che il nuovo redditometro è «in palese violazione degli articoli 3, 24 e 53 della Costituzione e dello Statuto dei diritti del contribuente, poiché pone a carico del contribuente l’ onere della prova».
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