17 Gennaio 2013

Gpl caro: esposto di Pazzano in Procura

Gpl caro: esposto di Pazzano in Procura

        

di Serena Arbizzi wSERRAMAZZONI Sono una quarantina le famiglie di Pazzano che hanno presentato, tramite il Codacons, un esposto alla Procura della Repubblica perché costrette, da anni, a pagare un costo del gpl per scaldarsi e cucinare esorbitante, quando lo stesso servizio, se venisse erogato a metano, costerebbe molto meno. Ma quest’ alternativa non è praticabile, perché come sottolinea Il Codacons, «la rete di distribuzione alle case è di proprietà di Autogas Nord Veneto, che dal 2001 ha in appalto il servizio di fornitura del gas petrolio liquefatto – spiega Fabio Galli, vice presidente regionale dell’ associazione – Quando, sei anni fa, si è presentata la possibilità di un’ alimentazione a metano, i cittadini non hanno avuto la possibilità di scegliere come riscaldarsi e cucinare. Quando l’ autorizzazione venne concessa alla società, infatti, non fu mai firmato l’ accordo che prevedeva la cessione della rete a Sat, divenuto poi Hera, una volta che il metanodotto è stato messo in piedi. Quindi, in pratica, gli utenti, dopo anni si ritrovano ancora di fronte ad un monopolista e sono costretti a pagare bollette salate. Per citare un esempio, il costo attuale di un metro cubo di gas metano arriva a 1,40 euro, mentre lo stesso quantitativo di gpl costa 5,60. Abbiamo chiesto un incontro ad Autogas come Codacons, ma siamo stati ignorati. Abbiamo avuto, inoltre, un incontro con il sub commissario di Serra che ci ha chiesto tempo per consultare le parti, ma ad oggi non abbiamo notizia. Quindi i cittadini infuriati si faranno valere tramite il nostro legale, Massimo Grillenzoni. Questo, prima che gli stessi cittadini siano costretti a contrarre dei debiti per pagare il riscaldamento: con le norme odierne, infatti, è sufficiente non pagare la rata di un debito per essere segnalati alla centrale rischi ed essere, quindi, considerati come cattivi pagatori. Uno status che pregiudica la possibilità di spesa». Nel frattempo, i cittadini per evitare di spendere ogni anno migliaia di euro di riscaldamento, si sono attrezzati con stufe a pallets. «Le stiamo provando tutte per evitare il rincaro crescente di questi costi – commentano Maurizio Amato, Giancarlo Salvarani e Luciano Savani, residenti a Pazzano – Ed ora siamo proprio arrivati al capolinea: pretendiamo di avere un’ alternativa nella scelta del combustibile con cui alimentare le nostre abitazioni».

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