Zocca, class action contro il Comune
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fonte:
- Gazzetta di Modena
Si moltiplicano le iniziative del comprensorio bianco del Cimone per gli appassionati dello sci in una stagione che sta fin qui regalando soddisfazioni in termini di presenze. Due giorni sugli sci al prezzo di uno. È l’ ultima offerta anticrisi super conveniente messa in campo per la stagione 2012/2013 dal Consorzio Valli del Cimone insieme ad Apt Servizi Emilia Romagna e Unione Appennino e Verde. Grazie alla collaborazione con due catene della grande distribuzione sportiva come Decathlon e Cisalfa e con un network di negozi di articoli sportivi, centri sportivi e fitness, si possono ritirare gratuitamente i buoni sconto che permettono di sciare sulle nevi del Cimone per due giorni feriali – consecutivi o no – a prezzi scontatissimi. I buoni si possono richiedere liberamente e senza obbligo di acquisto nei punti vendita e nelle location appartenenti al network(espongono la locandina dell’ iniziativa). Sono due le tipologie di promozione messe a punto. L’ offerta Skipass Cimone offre la possibilità di acquistare al prezzo di 26 euro un mini abbonamento per due giornate feriali a scelta di sci. In pratica paghi per il primo giorno e il secondo scii gratis quando vuoi. L’ offerta Pacchetto Cimone permette invece di usufruire di due giorni di skipass feriale, un buono pranzo sulle piste da sci e una notte in camera doppia con trattamento bed & breakfast al costo di 69 euro. L’ offerta è valida per pernottamenti tra il lunedì e il giovedì e due giorni di skipass da lunedì a venerdì. di Serena Arbizzi w ZOCCA Sono 48 i cittadini che hanno fatto causa al Comune dopo avere ricevuto la lettera che intima loro di pagare, per la seconda volta, la concessione di una licenza urbanistica, già accordata in precedenza con il tecnico del responsabile dell’ Ufficio Tecnico Sergio Leonelli, accusato di avere intascato quasi un milione e mezzo di euro che, in realtà, spettavano all’ amministrazione. La class action è portata avanti dal Codacons dopo che numerosi cittadini di Zocca si sono rivolti all’ associazione dei consumatori, tutti con lo stesso problema: hanno già pagato a Leonelli somme che variano dalle mille alle 5mila euro e non hanno intenzione di sborsare ancora questi soldi, adesso che il Comune ordina loro di pagare di nuovo. I tempi del processo si allungheranno perché il Comune stesso ha posto un problema di giurisdizione, evidenziando come il processo sia di competenza del Tar e non del Tribunale di Pavullo, dove si sono celebrate le udienze fino ad oggi. Una tesi rifiutata dal Codacons, che sostiene come “il Comune stia svendendo i gioielli di famiglia per fare fronte ai debiti creati da questo dipendente. – spiega Fabio Galli, vice presidente regionale Codacons – Vedi alla voce piscina: la messa in vendita di questa infrastruttura “storica” per un Comune dall’ importante valenza turistica fa riflettere. Se chi ha il compito di tutelare interessi e beni pubblici avesse vigilato a tempo debito, oggi non si troverebbe costretto a fare scelte dolorose per la sua amministrazione e per il territorio che rappresenta. Noi, inoltre, sosteniamo che i cittadini che hanno pagato non potevano non essere in buona fede. Se, infatti, qualcuno, un cittadino privato, viene contattato dall’ ufficio licenze del Comune, e paga ad un incaricato disposto dall’ amministrazione, riconosciuto da tutti come tale, come può non essere in buona fede? Stiamo parlando di un piccolo borgo, quello di Zocca, dove la parola data e il “conoscere personalmente” qualcuno vale più di mille documenti scritti. In aggiunta, dobbiamo dedurre automaticamente che le licenze rilasciate da un dipendente infedele come Leonelli non fossero valide: come ha fatto l’ amministrazione a non accorgersi di tutte queste licenze irregolari distribuite a destra e a manca? Possiamo credere che nessuno si sia mai accorto di nulla?”. L’ assistenza legale della cinquantina di cittadini che hanno fatto causa al Comune è stata affidata all’ avvocatessa Tiziana Ghedini: «Questi cittadini hanno pagato Leonelli o in contanti o con assegno – spiega Ghedini – Gli assegni venivano consegnati a Leonelli e, talvolta, lasciati in bianco e dietro, nello spazio della girata, appare sempre il nome dell’ ex responsabile dell’ ufficio tecnico che provvedeva ad incassarli per sé. La prossima udienza del processo è fissata a gennaio 2014».
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