12 Gennaio 2013

Tasse e crisi, il mattone in campagna elettorale

Tasse e crisi, il mattone in campagna elettorale

        

DA MILANO PIETRO SACCÒ Il mercato immobiliare italiano è bloccato e i pochi acquisti si concludono a prezzi di sconto. Tra luglio e settembre, calcola l’ Istat, i prezzi delle case sono scesi dell’ 1,1% rispetto al trimestre precedente e del 3,2% nel confronto con un anno fa. Il prezzo delle abitazioni nuove è diminuito dell’ 1,9% in un anno, le case esistenti si sono invece svalutate del 5,4%. «La diminuzione dei prezzi delle case è dovuto all’ ef- fetto Imu e alla crisi» constatano dal Codacons, «i prezzi sono ancora troppo alti» dicono Adusbef e Federconsuamtori. È tutto vero: il mattone italiano si sta svalutando, da ormai quattro anni, e non ha ancora raggiunto un equilibrio perché le quotazioni restano esagerate e la correzione al ribasso procede lenta. I prezzi scendono spinti da fattori diversi: la crisi ha tagliato i redditi delle famiglie, la popolazione invecchia e i più giovani (che dovrebbero essere la nuova generazione di acquirenti immobiliari) hanno stipendi bassi, le banche hanno dato una stretta fortissima alla concessione di mutui e le novità fiscali – cioè la nuova Imu – rendono significativamente più costoso il possesso di una casa. A questo si aggiunge che tra il 1996 e il 2007 il mercato immobiliare italiano ha vissuto un’ espansione lunga e potente – prolungata in maniera anomala dal credito facile dei primi anni dell’ euro – che ha spinto i prezzi e il numero di compravendite a livelli mai visti e questo rende più difficile, per chi vende, accettare la svalutazione subita. Così nessuno, o quasi, sta più comprando. Gli ultimi dati dell’ Agenzia del Territorio contano 325 mila case vendute nei primi 9 mesi dell’ anno passato. È un crollo del 25% rispetto allo stesso periodo del 2011, che già era stato un anno pessimo, con meno di 600 mila compravendite. Tra il 2004 e il 2008 l’ immobiliare italiano non era mai sceso sotto quota 800 mila acquisti. Niente fa pensare che questo 2013 andrà meglio. Secondo l’ ufficio studi di Tecnocasa nel 2013 i prezzi delle case che riusciranno a trovare un acquirente (i tempi di vendita sono aumentati di quasi un mese, attorno a una media di 230 giorni) saranno in calo del 3-5% rispetto a quelli di quest’ anno. Le forze che spingono le quotazioni al ribasso – credito, crisi, tasse e demografia – sono infatti ancora lì che premono. Il mercato non è nelle condizioni di ripartire. Anche se l’ Imu può convincere qualche venditore a tagliare drasticamente il prezzo per liberarsi di una seconda casa diventata un lusso insostenibile, il sistema delle banche non concede il credito che servirebbe al potenziale acquirente. I mutui concessi nel secondo trimestre del 2012, ha rivelato l’ Istat un mese fa, sono crollati del 41%. Difatti gli italiani hanno smesso di andare in filiale a informarsi: le domande di mutui (stavolta il dato è del Crif e di Mutuisupermarket) nei primi 9 mesi dell’ anno sono crollate del 44%. E questo avviene anche perché le banche in Italia si prendono più tempo, rispetto ai concorrenti stranieri, prima di abbassare gli interessi per adeguarli alla nuova realtà – più tranquillizzante – del costo del credito in Europa: qualche giorno fa la Banca centrale europea ha rivelato che i nuovi mutui italiani pagano un tasso del 4,05% contro il 3,35% della media europea. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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