L’ Imu spacca il mattone: crollano i prezzi delle case
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fonte:
- Il Giornale
Il commissario Ue, Rehn: «La tassa si può rivedere, ma con prudenza» Laura Verlicchi Il mattone crolla: colpa della crisi, della stretta sui mutui ma soprattutto dell’ Imu. A fine anno – in coincidenza quindi con il saldo della famigerata imposta – per la prima volta sono scesi anche i prezzi delle case nuove, dello 0,2% rispetto al trimestre precedente: non è molto, certo, in confronto al calo dell’ 1,6%delle abitazioni già esistenti. Ma lo è se si pensa che, per le case appena uscite dal cantiere, si tratta della prima diminuzione congiunturale dall’ inizio del 2010, quando sono cominciate le serie storiche relative, come fa notare l’ Istat.E il calo su base annua è addirittura drammatico: -3,2% in totale e del 5,4% per le abitazioni esistenti, quindi rispetto alle stime antecrisi. Preoccupati, comprensibilmente, gli operatori del settore, anch’ essi concordi nel dare la colpa soprattutto all’ introduzione dell’ Imu, che ha fortemente penalizzato non solo l’ acquisto della prima abitazione, ma anche il mattone in genere, fino ad ora l’ investimento più amato dagli italiani. La situazione drammatica spinge persino il commissario europeo Olli Rehn a dare il via libera alle modifiche dell’ imposta, sia pure raccomandando prudenza:«Non è mai pericoloso riconsiderare le politiche- dice – ma è importante che l’ Italia resti sul binario del consolidamento prudente di bilancio per ottenere il pareggio, e deve stare lontana da acque agitate». In Italia, intanto, i settore immobiliare è ai saldi finali di un anno vissuto sotto il segno negativo: nei primi nove mesi del 2012 i prezzi delle abitazioni sono diminuiti in media dell’ 1,8% rispetto allo stesso periodo dell’ anno precedente. Una caduta inevitabile visti i ribassi a doppia cifra delle compravendite (-26,8% nel terzo trimestre), che descrivono tutte le difficoltà delle famiglie italiane, strette fra l’ erosione del potere d’ acquisto,le ripercussioni della crisi sul mercato del lavoro e le difficoltà di accesso al credito. Così chi vuole vendere casa non trova compratori, ed è costretto a tenerla suo malgrado o, se la necessità lo costringe, a svenderla, abbassando i prezzi ben oltre la convenienza. Potrebbe essere una buona notizia per chi invece la casa la cerca, ma non è così, visto che la stretta creditizia rende inaccessibili i mutui per buona parte degli aspiranti acquirenti. «Le banche hanno alzato gli spread, la quota di contanti ed il rapporto ratareddito famigliare» sottolineano i consumatori del Codacons, chiedendo al sistema creditizio di tornare a concedere prestiti e al prossimo esecutivo di abbassare «almeno» le tasse sulla prima casa, se si vuole risollevare il mercato. MUTUI La stretta creditizia da parte delle banche penalizza gli acquisti [Ansa]
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