Costa Concordia, i misteri e le accuse sul naufragio
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fonte:
- Giornalettismo.com
Domani sarà l’ anniversario del naufragio del Costa Concordia che è costato 32 morti. In queste infografiche di Centimetri la cronologia della vicenda, il racconto della rotta della nave, l’ evacuazione, i ritardi nelle operazioni e le accuse al comandate Francesco Schettino, diventato nel frattempo una star mediatica: Ma, scrive Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera di oggi, il naufragio è ancora coperto da molti misteri, e da quattro punti ancora oscuri: Rotta, porte stagne, personale e unità di crisi: passa da qui la ricostruzione delle cause di un naufragio che provocò la morte di 32 persone, oltre al ferimento di altre centinaia. E nel confronto tra accusa e difesa, si inseriscono i consulenti delle parti civili con nuove relazioni che possono fare la differenza per scoprire che cosa davvero accadde quando la nave impattò contro gli scogli per una sciagurata manovra di avvicinamento alla terra. L’ ultima sarà depositata questa mattina e potrebbe portare a nuovi e clamorosi sviluppi. La firma il professor Bruno Neri per conto dei naufraghi che hanno chiesto l’ assistenza del Codacons. E sostiene che la porta stagna A24 fu aperta alle 22.23, quasi quaranta minuti dopo l’ impatto, accelerando in maniera evidente l’ affondamento della nave. Si fa più aspra la battaglia tra le parti e dagli Stati Uniti arriva una notizia che suona come una beffa, se è vero che la Carnival – società diMiami che controlla Costa Crociere-sostiene che nessun risarcimento è dovuto per le lesioni provocate ai passeggeri perché ebbero “comportamenti negligenti o disattenti”. In più, c’ è il giallo della porta stagna: Secondo il codice della navigazione “tutte le porte stagne devono essere ispezionate da un ufficiale di macchina e successivamente chiuse da personale designato, prima della partenza della nave”. Secondo i periti del giudice di Grosseto “le porte erano perfettamente funzionanti “, ma il problema riguarda la loro apertura. “Non è stata evidenziata alcuna criticità”, assicura Costa. In realtà le testimonianze degli ufficiali che erano a bordo sono confuse e contradittorie. E un nuovo, clamoroso elemento viene adesso fornito dalla perizia di parte. Scrive Neri: “Appare certo che la porta A24 si sia aperta, o sia stata aperta e mai più richiusa alle ore 22.23 circa e che questo evento, avendo causato l’ allagamento di un sesto compartimento stagno oltre ai cinque già allagati, ha avuto effetti significativi sulla dinamica dello sbandamento e dell’ affondamento della nave, accelerandoli “. LE ACCUSE A SCHETTINO – Poche ore dopo il disastro, il comandante Francesco Schettino viene arrestato con l’ accusa di naufragio, omicidio colposo plurimo e abbandono di nave in pericolo. Inizialmente detenuto nel carcere di Grosseto, il 17 gennaio viene posto agli arresti domiciliari nella sua casa di Meta di Sorrento, in provincia di Napoli. Il 10 aprile la Cassazione decide di lasciare Francesco Schettino agli arresti domiciliari. La detenzione domiciliare viene revocata il 5 luglio: a seguito di tale provvedimento, Schettino dovra’ osservare l’ obbligo di dimora a Meta di Sorrento. Dodici mesi e 32 morti dopo, due di quali ancora non recuperati, gli inquirenti hanno lavorato a ranghi serrati facendosi largo tra omissioni, polemiche, analisi dei tracciati radar e delle scatole nere. Migliaia di documenti, intorno ai quali hanno lavorato e stanno lavorando magistrati, difese, accuse, periti, per un disastro che ha consolidato un bilancio drammatico: trentadue morti, due ancora non trovati. Tra i 1013 membri dell’ equipaggio a bordo la sera del naufragio, gli indagati sono dodici. Oltre al comandante, Francesco Schettino, alcuni ufficiali e alcuni dirigenti della compagnia. Entro questo mese dovrebbe essere chiesto il rinvio a giudizio e tra marzo e aprile il gup potrebbe gia’ fissare la data per l’ udienza preliminare. Solo a questo punto sara’ fissata la data dal giudice per l’ udienza preliminare. La previsione generale e’ che, salvo accelerazioni, dopo l’ estate si dovrebbe svolgere il processo. I COSTI DELLA RIMOZIONE – Nel frattempo aumentano i costi per la rimozione della Costa Concordia: rispetto al progetto originale che prevedeva una spesa di circa 300 milioni di dollari il budget e’ stato innalzato di altri 100 milioni. Lo ha reso noto la Costa in occasione dell’ incontro al Giglio con i giornalisti, confermando anche che il cronoprogramma aggiornato prevede la rimozione del relitto entro la fine dell’ estate 2013. Sarebbe comunque, sostiene la Costa, ‘fuorviante e poco attendibile determinare una data esatta’.
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