10 Gennaio 2013

Stefanini auto, tre condanne per truffa

Stefanini auto, tre condanne per truffa
Automobili pagate e mai consegnate. Sul caso era intervenuta anche “Striscia”

di Patrizia M. Lancellotti
SAN GIOVANNI IN M. Erano letteralmente rimasti a piedi, dopo avere acquistato auto senza mai riceverle, qualcuno addirittura senza neanche più la vecchia automobile, restituita al concessionario per rottarmarla. Una decina coloro che si erano rivolti a Striscia la Notizia, che aveva alzato il velo su una truffa poi approdata nelle aule di giustizia e conclusasi con un patteggiamento in abbreviato. Truffa e bancarotta fraudolenta le accuse per il caso Stefanini auto che ha coinvolto, oltre allo storico titolare Luigi Stefanini, 70 anni, la moglie Bruna Righi, 66 anni e il figlio Francesco, 42 anni che, assistiti dall’avvocato Mauro Gualtieri, hanno definito la loro posizione patteggiando due anni di reclusione, i coniugi, e un anno e otto mesi il figlio (tutte pene sospese).
Conosciuto e stimato rivenditore d’auto, Stefanini era una garanzia per i clienti di Cattolica, Misano, San Giovanni. Ma, tra il 2010 e il 2011, iniziarono i primi problemi: dei clienti, acquirenti di Fiat e Lancia, comprarono sulla fiducia auto spendendo tra i 12mila e i 13mila euro senza mai ottenere la consegna dell’auto. Dopo essersi rivolti al Codacons, era intervenuto un inviato del tg satirico di Canale 5 che che aveva “braccato” Stefanini nell’aprile 2011. Il concessionario si era difeso sin da subito, spiegando di avere perso la casa e il capannone dell’attività, andati all’asta dopo il crac della concessionaria. «All’improvviso le banche ci hanno revocato i fidi, con la sola motivazione che il settore era in crisi – aveva spiegato Stefanini -, da lì sono cominciate le difficoltà nella liquidità e in poco tempo ci siamo trovati a non poter più rispettare gli impegni». La guardia di finanza aveva ricostruito le attività delle società della famiglia: per la Esseauto si parlava di una distrazione di oltre un milione di euro; una serie di passaggi da questa società alla Stefanini Auto, avrebbe confuso i rispettivi patrimoni sociali. Era stato ricostruito anche il meccanismo attraverso cui erano state vendute le “auto fantasma”. Le parti civili, una delle quali costituitasi con l’avvocato Massimo Vico, hanno ottenuto il risarcimento delle spese legali ma per riavere la somma persa dovranno intentare una causa civile.

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