Il Colosseo svela i decori originali la scoperta durante gli scavi
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fonte:
- Il Messaggero
ROMA – Un Colosseo in piccolo, di legno, opera di un celebre ebanista, da esporre all’ interno del Colosseo in un’ ala al momento chiusa al pubblico. È il progetto a cui sta lavorando la direttrice dell’ Anfiteatro Flavio,l’ archeologa Rossella Rea. Già alla fine di quest’ anno, se tutto filerà liscio, i visitatori potranno ammirare il più famoso modello del monumento alla cui realizzazione Carlo Lucangeli lavorò per 22 anni, a partire dal 1790, e scoprire un settore del piano terra per adesso inaccessibile. Ma già oggi verranno svelate nuove scoperte. Si tratta di decorazioni parietali emerse nel corso di recenti scavi nell’ area del Colosseo che questa mattina saranno mostrati e illustrati. I LAVORI In attesa del restauro, quello che farà rinascere il Colosseo, partiranno a breve lavori per un totale di 4 milioni e mezzo di euro. Questa la cifra che l’ Anfiteatro avrà a disposizione nel 2013, al di fuori del restyling firmato Della Valle. Buona parte di quella somma, tre milioni e 500 mila euro circa, è costituita dai fondi provenienti dalla vecchia convenzione con Banca di Roma-Unicredit non ancora spesi. “Sono fondi che diventano disponibili quest’ anno – spiega Rossella Rea – e verranno utilizzati per i restauri e la valorizzazione del monumento. Questi fondi non vanno deliberati in bilancio perché sono già stati assegnati. A questi si aggiungeranno i finanziamenti che, secondo la programmazione per il 2013 decisa dalla Soprintendenza Speciale per il beni archeologici di Roma, saranno destinati al Colosseo. La cifra, che dovrà essere approvata con il bilancio di fine gennaio, sarà di circa un milione di euro anche se suscettibile di alcuni aggiustamenti al ribasso”. LE CATENE Grazie a questi fondi, già in primavera, potranno partire i lavori di manutenzione ordinaria, “come ogni anno impegneranno risorse per circa 800-900mila euro”. Ma si potrà anche dare il via a interventi di restauro più impegnativi. A cominciare dalla mappatura di tutte le catene ottocentesche in bronzo che hanno la funzione di legare i vari elementi statici del monumento. “Bisogna verificarne le condizioni e in caso ripristinare il funzionamento”, aggiunge la direttrice del Colosseo. L’ intervento sulle catene sarà affidato a operai specializzati. L’ altro restauro riguarderà le cosiddette copertine di malta che ricoprono la sommità degli antichi muri e hanno la funzione di proteggerli dal gelo, dalla pioggia e dalla neve. C’ è inoltre il progetto di esporre al Colosseo il modello di Lucangeli, ora conservato a palazzo Altemps. “Stiamo studiando la possibilità di riaprire al pubblico un’ area del piano terra adiacente all’ arena attualmente chiusa al pubblico”, spiega la direttrice. IL MODELLO L’ obiettivo è quello di utilizzare questo spazio per l’ esposizione del Colosseo in legno e sughero realizzato alla fine del ‘700. Un modello di notevoli dimensioni e particolarmente accurato. Lucangeli rilevò con precisione scientifica i particolari architettonici del monumento, i suoi studi portarono a scoprire parti ancora nascoste, come il muro del retropodio ed il cosiddetto passaggio di Commodo. “Se si riusciranno a trovare i fondi per quest’ operazione si può sperare di chiudere il progetto con l’ apertura al pubblico per la fine del 2013”, è l’ augurio di Rossella Rea. IL TAR Sarà questo un mese decisivo per il grande restauro del Colosseo, quello finanziato con 25 miloni di euro da Della Valle, il primo che riguarderà l’ intero monumento. L’ intervento sarà strutturato in tre fasi, per una durata di 915 giorni, durante i quali però l’ Anfiteatro Flavio non chiuderà i battenti e si lascerà comunque ammirare dalle migliaia di visitatori che ogni anno affollano i corridoi. Il 27 gennaio il Tar deciderà sul ricorso riguardo la legittimità dell’ affidamento dei lavori al primo classificato, ossia appunto Della Valle. Il 29 gennaio invece i giudici amministrativi si esprimeranno sul ricorso presentato dal Codacons sulle modalità utilizzate dall’ amministrazione capitolina nell’ assegnazione dei lavori di restauro al gruppo Tod’ s. Lo scorso luglio il tribunale amministrativo del Lazio aveva respinto, giudicandolo non ammissibile, il ricorso del Codacons contro la procedura di affidamento alla Tod’ s di Diego Della Valle per la sponsorizzazione dei lavori di restauro. Secondo il Tar, l’ associazione non era legittimata a contestare il contratto. Contro la decisione il Codacons ha presentato ricorso d’ appello al Consiglio di Stato.
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