Tassisti, si va verso l´accordo “Pronti a rinunciare agli aumenti”
-
fonte:
- la Repubblica
«Una proposta condivisa, che risponda alle esigenze della categoria e degli utenti». I tassisti hanno cambiato strategia: non vogliono più andare allo scontro con i cittadini e, anche se ancora in ordine sparso, cercano di approntare insieme piani da sottoporre all´assessore alla Mobilità Antonello Aurigemma. Ci provano un gruppo di sigle che ruotano intorno alla centrale taxi 3570, che con il Codacons propongono una tariffa unificata da Fiumicino aeroporto a 48 euro, bagagli compresi. E ci prova Unica Taxi Cgil, che ieri ha incontrato il Pd capitolino, per studiare come ammortizzare i costi senza aumentare le tariffe. «Ma quali aumenti. Ci possiamo anche rinunciare se il Campidoglio si impegna a facilitare la vita non solo a noi, ma anche ai cittadini». Valerio Liberati, tassista dell´Unica Taxi, non parla solo per il suo sindacato. «Il vento è cambiato – dice – noi tassisti non ci scanniamo più con i consumatori. Per la prima volta chiediamo tutti insieme provvedimenti complessivi che vadano bene per entrambi». Nel vocabolario dei tassisti sono entrate parole ed espressioni fino a poco tempo fa considerate tabù, come taxibus e numero unico. Franco Michettoni, tassista con 30 anni di guida alle spalle, gestisce con il collega Silvano Fioravanti lo spazio “Taxi driver news”, ogni giovedì alle 14 sulla frequenza 88.100. «E’ vero – racconta – i tassisti sono anche disposti a rinunciare agli aumenti, oppure a ridurli al minimo, per non pesare sulle tasche dei cittadini. In cambio chiedono aiuti e sgravi fiscali. Come la possibilità di poter fare benzina pagando meno nei depositi dell´Atac, di lavare l´auto gratis, di avere riduzioni nelle spese dell´assicurazione». Cade anche la resistenza decennale al numero unico, una centrale che smisti in automatico le corse e assicuri al cliente l´arrivo del taxi più vicino. Quando l´allora assessore Walter Tocci lo propose, ci fu la rivolta delle centrali taxi, preoccupate per la concorrenza. «Con tutto il rispetto per il ruolo dei radiotaxi – dichiara Sandro Genovesi, dell´Ugl, che insieme ad altri sindacati ha formato il cartello “Fronte dei volenterosi” – ormai a Roma ci sono 3.000 tassisti senza la radio a bordo. Il numero unico è necessario. Per noi conducenti è un modo per abbattere i costi di gestione». Dalle parole ai fatti: l´assessore Aurigemma è pronto ad investire un milione di euro per il progetto. Ad aprile partirà il bando che trasformerà in numero unico lo 060609. «A Roma siamo in 8.000 – riprende Michettoni – non possiamo permetterci di lasciare sguarnite parti di territorio come la periferia. Qui il taxi collettivo può ammortizzare i costi e guadagnare nuovi clienti». «La crisi incombe – conferma Liberati – Ci dobbiamo adattare».
cecilia gentile
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
-
Tags: tassisti
