26 Marzo 2011

Cardiologia, la Regione prende tempo

Cardiologia, la Regione prende tempo

Non si spengono i riflettori sul caso Cardiologia del Policlinico. Partita l’ inchiesta in procura, ciò che davvero sposterà l’ ago della bilancia nella sanità modenese sarà il pronunciamento della commissione regionale istituita per fare luce sulla vicenda. Per ieri era attesa la relazione conclusiva, dopo che da diverse settimane da Bologna esaminano i casi, ma ancora nulla di fatto. I più stretti collaboratori dell’ assessore alla sanità Carlo Lusenti assicurano che una risposta non tarderà, presumibilmente nei primi giorni della prossima settimana, ma l’ impressione è che durante tutta questa settimana, dove è entrata in gioco l’ opinione pubblica e soprattutto la procura, la Regione abbia voluto prendere tempo. La situazione, soprattutto per la tranquillità dei pazienti e la credibilità delle persone coinvolte, è molto delicata e una risposta da parte delle autorità competenti farebbe bene. Anzi sarebbe doverosa, tanto da non essere più rimandabile. Intanto ieri il Codacons ha aggiunto un nuovo tassello alla vicenda. «Abbiamo ricevuto una richiesta di aiuto da parte di un cittadino – spiegano – che doveva subire un intervento programmato nel reparto di Cardiologia, ma non strettamente legato al cuore, da definire proprio in questi giorni e che ora non riesce più a mettersi in contatto coi medici per proseguire nel suo studio clinico in preparazione all’ operazione. L’ esatto contrario di quanto era stato precedentemente concordato». Infatti «questo cittadino si è sentito rispondere che, da quando sono uscite le notizie sulla Cardiologia, le attività nel reparto sono rallentate». A riferirlo è il presidente del Codacons modenese, Fabio Galli, che già nei giorni scorsi ha presentato un esposto in Procura per segnalare alcuni casi “sospetti”. Più esattamente, Galli si era visto recapitare un plico contenente «diverse decine di nomi» di pazienti seguiti dalla Cardiologia del Policlinico di Modena: «Ci sarebbero casi di decessi, ma anche gravi compromissioni fisiche in seguito ad alcuni interventi», spiega Galli. Il presidente del Codacons, quindi, si è limitato a consegnare il plico alla Procura. Ma i primi a puntare il dito contro il reparto diretto dalla professoressa Maria Grazia Modena sono stati “Gli amici del cuore”, che già due mesi fa avevano mandato una lettera alla Regione per segnalare alcune tecniche di sperimentazione particolari adottate dal reparto. Parallelamente prosegue l’ indagine della Procura che nel frattempo sta acquisendo le cartelle cliniche dei casi sospetti e, come riferito dallo stesso procuratore capo Vito Zincani, procederà con l’ invio dei Nas nella struttura. Il presidente del Codacons Galli, intanto, prende le difese del paziente «che è in attesa di un intervento importante per salvare un organo. Fino a qualche giorno fa c’ era un confronto costante coi professionisti e adesso non c’ è più, nessuno risponde. Ora ha il diritto di sapere se questa operazione può essere fatta qui, oppure se deve rivolgersi ad un’ altra struttura». E Galli non esclude di portare anche questo caso in Procura. © RIPRODUZIONE RISERVATA.

davide berti

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