26 Marzo 2011

Saldi inutili: vendite giù a gennaio

Saldi inutili: vendite giù a gennaio

 

Saldi inutili: vendite giù a gennaio Istat Consumi a picco (-1,2% annuo) a gennaio. Cali su tutte le voci di spesa, dal cibo ai prodotti per la casa E ora è crisi anche in discount e iper DA MILANO U n anno che non è certo cominciato bene per le vendite. E i saldi sono serviti a poco: l’ Istat ha registrato, infatti, cali su tutti i capitoli di spesa, in particolare nei prodotti per la ca- sa e nell’ alimentare. E sono proprio i risparmi a tavola a preoccupare di più, anche perché i ribassi riguardano sia i piccoli negozi che la grande distribuzione. Nel suo ultimo rapporto sulle vendite al dettaglio, l’ istituto a gennaio ha stimato una flessione dell’ 1,2% su base annua, la più forte dal maggio 2010. Anche il confronto mensile con dicembre scorso è negativo (-0,3%), dato peggiore da aprile. A pesare sono sopratutto i prodotti alimentari (-0,5%). Sul piano tendenziale, la discesa tocca alla stessa maniera sia l’ alimentare che il non alimentare, entrambi a -1,2%, con ribassi più netti per i piccoli negozi (-1,4%) rispetto alla grande distribuzione, che comunque ha segnato un calo pari a -0,9%. E’ proprio quest’ ultima che preoccupa di più: il rapporto ha infatti rilevato per gli ipermercati un crollo del -2,7%. Gli affari vanno male anche per i supermercati (-1,4%) e addirittura per i discount alimentari, che nei mesi precedenti avevano segnato rialzi, riuscendo a intercettare la domanda di chi vuole risparmiare senza rinunciare alla quantità. Analizzando il comparto del non alimentare, sono evidenti dei ribassi marcati anche nei prodotti a cui i clienti italiani sembravano più affezionati, come i cellulari: l’ elettronica è al secondo posto nei ribassi, con un -2%. Il settore più colpito è il casalingo: le vendite di prodotti per la casa, dalle stoviglie ai detersivi, sono scese del 2,3%. I consumatori si dicono preoccupati: secondo l’ Osservatorio nazionale Federconsumatori negli ultimi tre anni vi è stata una caduta dei consumi del -6,5%, con una contrazione della domanda di circa 51 miliardi di euro, mentre il Codacons nota come anche i discount siano diventando troppo cari per le nostre tasche. Sulla stessa linea le organizzazioni dei commercianti: per il presidente della Confesercenti, Marco Venturi, «è andata peggio della fase più allarmante della crisi, e non c’ è stato neppure il miracolo dei saldi, la cui flessione abbiamo già segnalato da tempo». Secondo Confcommercio, ormai nel Paese i consumi sono deboli «strutturalmente ». Timori espressi anche dagli agricoltori: la Cia ha notato come compri soprattutto su promozione, mentre per la Coldiretti che sta crescendo la quota di chi si serve nei mercati degli agricoltori. (A. D’ A.)

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