Acquedotto, Codacons diffida i sindaci
-
fonte:
- il Tirreno
POMARANCE. Il Codacons diffida i sindaci di Pomarance e Castelnuovo Valdicecina. È scaduto il termine concesso dall’ Unione europea per risolvere il problema della presenza di arsenico nelle acque destinate al consumo umano. All’ orizzonte c’ è la possibilità per i cittadini di aderire a “un’ azione legale da proporre contro le autorità responsabili della situazione per un risarcimento del danno a favore di ciascun aderente e la riduzione della tariffa idrica applicata anche se continua ad essere erogata acqua all’ arsenico”. Una diffida che in Alta Valdicecina arriva con dua anni di ritardo. “Siamo stati il primo Comune in Italia a risolvere il problema – rivendica il sindaco di Pomarance Loris Martignoni -. Sull’ acquedotto della Carlina il gestore Asa ha installato un abbattitore dell’ arsenico che è in funzione dalla fine del 2010”. “La questione è stata risolta subito installando dei miscelatori – gli fa eco il sindaco di Castelnuovo Valdicecina Alberto Ferrini -. Ovvero, non appena dall’ Unione europea fu comunicato che non sarebbe stata concessa una proroga della deroga data all’ Italia”. Tre gli impianti di abbattimento dell’ arsenico installati da Asa in Alta Valdicecina a fronte di un investimento complessivo di 320mila euro. La tecnologia utilizzata è denominata “Adsorbimento su letti di ossido di ferro granulare su supporto di resine”, che si basa sulle proprietà “adsorbenti” degli ossidi di ferro, che hanno la capacità di trattenere le molecole di arsenico. Proprietà che in questo caso sono state applicate alle resine a scambio ionico. “Oggi essere nell’ elenco del Codacons è un errore – conclude Martignoni -. Con l’ impianto a regime spesso le analisi delle acque non registrano neppure la presenza di tracce d’ arsenico”. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Tags: acqua, Arsenico, Risarcimento, tariffa idrica
