Una decisione dell`Autorità per l`energia elettrica ed il gas prevede l`indicizzazione del prezzo dell`acqua
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fonte:
- Rinascita
Nuovo balzello imposto dall’ Esecutivo tecnocratico. Sicurezza stradale, smaltimento dei rifiuti ed illuminazione pubblica dovranno essere garantiti con i soldi dei residenti. Anche nei piccoli centri le Giunte avranno le mani legate. Dal primo gennaio tutte le amministrazioni pubbliche dovranno rispettare il patto di stabilità interno; avere i soldi in tesoreria sarà del tutto inutile. Nel futuro prossimo non è escluso che possano essere vittima dei ritardi della pubblica amministrazione anche i dipendenti ed i collaboratori, in alcune zone del Paese si sono già verificati forti ritardi nella liquidazione delle spettanze di novembre e dicembre. Una stortura inconcepibile e ingiustificabile. Il tema dei servizi pubblici non è al centro della campagna elettorale in corso. Rifiuti, trasporto pubblico locale e gestione del servizio idrico vengono considerati argomenti di poco momento. Eppure, la loro gestione è cruciale per il benessere delle comunità locali. Sull’ acqua rischia di consumarsi l’ ennesimo scippo a danno dei cittadini, soggetti dotati di diritti che, come al solito, qualcuno vorrebbe trasformare in una schiera di consumatori indistinti. Nelle prossime ore, il Codacons pretenderà chiarimenti dall’ Autorità per l’ energia elettrica ed il gas riguardo la nuova delibera emanata dall’ Ente il 28 dicembre scorso sulla regolamentazione dei servizi idrici (585/2012/R/Idr), atto in cui si è dato il via libero ad un nuovo metodo tariffario transitorio. L’ associazione di consumatori chiarisce come “la delibera ovviamente aveva la necessità e l’ obbligo giuridico di rispettare l’ esito referendario che aveva bocciato l’ adeguata remunerazione del capitale investito, ossia quel famoso 7 per cento di profitto garantito che i gestori avevano caricato in bolletta”. “Infatti – continua il Codacons- è assolutamente condivisibile il principio, previsto teoricamente nella delibera, di copertura integrale dei costi, ossia che i tutti i costi di gestione e di investimento delle reti idriche vengano corrisposti dai cittadini attraverso le bollette, altrimenti le reti idriche resterebbero un colabrodo. Così come l’ ancora più sacrosanta regola annunciata, secondo la quale il costo degli investimenti sarà riconosciuto solo quando le opere saranno effettivamente realizzate”. L’ associazione chiarisce però che ci potrebbero essere dei problemi di compatibilità con le recenti decisioni della Corte costituzionale. Le maggiori criticità riguardano un allegato del provvedimento emanato dall’ Authority. Il documento prevede l’ automatica indicizzazione della tariffa idrica. In sostanza, le società incaricate del servizio potranno ritoccare il listino prezzi in base alle rilevazioni comunicate dall’ Istat. Una facoltà che si pone in netto contrasto con quelli che dovrebbero essere i criteri di gestione di un servizio pubblico. Un’ attività circondata da numerose garanzie, elementi utili a limitare gli effetti del “libero mercato”. “Un conto è che la tariffa copra gli effettivi aumenti di costi legati all’ aumento reale dei prezzi pagati dai gestori, un conto – conclude il Codacons – è prevedere, a priori, un meccanismo di indicizzazione dei prezzi che finirebbe per introdurre, surrettiziamente, a lungo andare, un profitto, cosa vietata dalla Corte Costituzionale”. Le decisioni sul caso saranno rimandate all’ inizio dei lavori della prossima legislatura. Solo allora si potranno pretendere chiarimenti da Palazzo Chigi. Una cosa è certa, ci sono multinazionali interessate allo sviluppo di una legislazione a favore di una privatizzazione della gestione della risorsa idrica. I trucchi dialettici sono stati già applicati negli ultimi anni. Basta prevedere che l’ acqua resti pubblica e stabilire criteri privatistici per la manutenzione delle condotte ed il controllo dell’ erogazione. Un trucco utile a chi vorrebbe maturare lauti guadagni senza investire nemmeno un euro. Atteggiamento in grado di mettere in pericolo milioni di famiglie ed altrettante aziende.
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