L’inflazione vola: più povera la borsa della spesa
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fonte:
- Il Mattino
Luciano Costantini Roma. Toccata quota tre. Numero perfetto. In questo caso per fissare il tetto dell’ inflazione raggiunto nel 2012 e che fotografa la gravità di una crisi che non sembra davvero arrivata all’ ultimo tornante. Prezzi in salita, consumi in discesa, acquisti che si fanno più oculati, abitudini che cambiano. Carrello della spesa che si alleggerisce. Inevitabile. Costo della vita che lievita con andamento lento, ma continuo. In dodici mesi ha eroso anche i portafogli se è vero che l’ escalation – elaborazione Codacons – si è mangiata mediamente mille euro a famiglia. Le stime preliminari dell’ Istat registrano un tasso pari al 3%, in accelerazione rispetto al 2,8% del 2011. Il valore più alto dal 2008, cioè da cinque anni a questa parte. Eppure, aggiunge l’ Istat, si può sperare perché a dicembre l’ inflazione ha fatto segnare un nuovo, anche se lieve rallentamento, attestandosi al 2,4% dal 2,5% di novembre, valore rilevato a febbraio. Una frenata conseguenza del calo dei prezzi dei beni energetici non regolamentati (congiunturale del -0,7%, in crescita tendenziale del 7,7% all’ 11,6% di novembre). Oltre tutto a dicembre la benzina è scesa mediamente dell’ 1,1% e il gasolio dello 0,6%. Evidentemente, l’ accelerazione del costo della vita è il risultato dei rialzi dei consumi primari: i prezzi delle abitazioni, dell’ acqua e dei combustibili sono saliti del +7,1% rispetto al +5,1% del 2011; quelli dei trasporti del +6,5 rispetto al +6,2%; quelli delle bevande alcoliche e tabacchi del +5,9% rispetto al +3,5% del 2011. In arretramento i prezzi delle comunicazioni, scesi dell’ 1,5%. Quanto all’ indice armonizzato dei prezzi al consumo per i Paesi dell’ Unione europea (Ipca), sempre secondo stime preliminari, esso presenta un tasso di crescita medio annuo pari al 3,3%, in accelerazione di quattro decimi di punto rispetto al 2,9% del 2011. L’ incremento più alto registrato nell’ ultimo lustro. Una serie di cifre che alla fine sono confermate dal contenuto del cosiddetto carrello della spesa: più caro, ma più povero. Il tasso di crescita dei prezzi dei prodotti ad «alta frequenza di acquisto» (dal cibo ai carburanti) è salito al 4,3% dal 3,5% del 2011. Anche in questo caso si tratta dell’ incremento più alto dal 2008. Secondo Coldiretti sei italiani su dieci (61%) hanno alleggerito il carrello e il 6% ha dovuto quasi abbandonarlo perché non riesce ad arrivare a fine mese. Inevitabile lo slalom tra i prodotti a tariffa scontata: il 62% degli italiani si è dato alla caccia delle offerte speciali tra le corsie dei supermercati, mentre circa la metà dei consumatori (49%) visita diversi negozi alla ricerca dei prezzi più convenienti. Alla fine dei giri, più di una famiglia su tre (35,8%) dichiara di aver tagliato la quantità e/o la qualità dei prodotti alimentari acquistati rispetto all’ anno precedente, mentre è aumentata, soprattutto nel Mezzogiorno, la quota delle famiglie che acquistano generi alimentari presso gli hard discount. E l’ anno che si è appena aperto non sarà migliore. Tutt’ altro. Questa è almeno la previsione di Federconsumatori che immagina una crescita media di prezzi e tariffe pari a 1.490 euro a famiglia. La stessa federazione chiede interventi urgenti per avviare «immediatamente seri controlli e misure di sostegno al potere di acquisto, a partire dalla detassazione destinata esclusivamente al reddito fisso, lavoratori e pensionati che più risentono della crisi». Confesercenti denuncia una situazione «desolante» e un «clima negativo che rischia di proseguire anche nei prossimi mesi». Confcommercio, invece, preferisce vedere nei dati Istat una tendenza alla ripresa sottolineando come l’ inflazione si passata in pochi mesi dal 3,2% al 2,4% di dicembre. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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