5 Gennaio 2013

L’ inflazione al 3%, e i top dal 2008

L’ inflazione al 3%, e i top dal 2008

 

La recessione e la stretta sui consumi non hanno frenato i prezzi, che nell’ arco del 2012 sono saliti del 3%, il rialzo maggiore dal 2008. Soprattutto è rincarato il cosiddetto carrello della spesa, i prodotti acquistati quotidianamente, dal cibo ai carburanti, in aumento del 4,3%, sempre ai massimi da quattro anni. A spingere i listini durante tutto l’ anno hanno contribuito oltre al comparto energetico, anche accise e Iva. Ma proprio negli ultimi mesi del 2012 la spinta arrivata dai principali responsabili dei rincari è iniziata a indebolirsi, ormai in parte digerita dall’ inflazione. Ecco che considerando solo dicembre il rialzo si ferma al 2,4%, ai livelli di febbraio 2011. Basti pensare che la benzina ha registrato la crescita tendenziale più bassa dal novembre del 2010 e il gasolio ha addirittura segnato l’ incremento minore dal dicembre del 2009. Il termometro dell’ Istat, quindi, ha segnato per i prezzi temperature più alte nei primi nove mesi dell’ anno e decisamente più fredde per la conclusione del 2012, con una forchetta che è arrivata a coprire quasi un punto percentuale. Anche lo “spread” tra inflazione e carrello della spesa si è assottigliato in chiusura d’ anno, ma la differenza è rimasta, con i prezzi degli acquisti giornalieri sempre più alti rispetto al totale. I consumatori hanno espresso forte preoccupazione davanti ai numeri dell’ Istat, con Federconsumatori e Adusbef che hanno previsto “ricadute per una famiglia media pari a 888 euro, di cui 241 solo nel settore alimentare”. Sull’ altro fronte, Confesercenti ha sottolineato come il record dell’ inflazione annua per il 2013 abbia “responsabili evidenti nelle tariffe e più ancora nell’ andamento di energia e carburanti”. In allarme appare il mondo dell’ agricoltura: la Coldiretti ha evidenziato come sei italiani su dieci abbiano tagliato la spesa; mentre per la Confederazione italiana agricoltori la tavola degli italiani si arricchisce sempre più di prodotti low-cost acquistati ormai dal 34% delle famiglie. L’ ufficio studi di Confcommercio dà indicazioni per il futuro: “Si consolida la tendenza al ridimensionamento del tasso d’ inflazione, passato in pochi mesi, dal 3,2% al 2,4% di dicembre, evidenziando una dinamica che potrebbe portare temporaneamente, nei prossimi mesi, il tasso di crescita dei prezzi al consumo al di sotto del 2%, a meno di nuovi interventi sui prezzi provenienti dal fronte fiscale, per adesso collocati a luglio con il previsto ulteriore incremento dell’ aliquota standard dell’ I va”. Il 2012, prosegue l’ associazione di piazza Belli, “lascia all’ anno che è appena iniziato un’ eredità inflazionistica dello 0,7%. Considerando l’ effetto derivante dal previsto innalzamento dell’ Iva, stimabile in 3 decimi di punto, e gli effetti degli aumenti di alcune tariffe e prezzi amministrati, tra cui gas, autostrade, smaltimento rifiuti, canone Rai, assicurazioni auto, già decisi, difficilmente si potrà scendere, nella media del 2013, sotto la soglia del 2% complessivo”. Il 2012 è stato un anno di rincari per tutti i capitoli di spesa ad eccezione delle comunicazioni, compresa la telefonia, e dei servizi sanitari, spese per la salute. In particolare, il rialzo maggiore è stato registrato dal settore abitazione, acqua, elettricità e combustibili, che include affitti, manutenzione della casa, bollette di Un banco di frutta al mercato di Campo dei Fiori nella capitale luce e gas. Segue la voce traspor ti, in in cui rientrano anche i carburanti. Sugli aumenti pesa con tutta probabilità l’ aumento dei prezzi dell’ energia. Intanto, dati Eurostat, nell’ Eurozona l’ infla zione è rimasta ferma al 2,2 per cento su base annua. In particolare, si sottolinea il calo della crescita dei prezzi dell’ energia, scesi dal 5,7% di novembre al 5,2% del mese passato. Un anno di rincari che si è tradotto in vere e proprie stangate per le famiglie italiane, sia quelle costituite da 3 o 4 componenti che quelle mononucleo, cioè di un solo componente, giovane single o anziano che sia. Con un’ inflazione in accelerazione rispetto all’ anno primae che ha viaggiato per quasi tutto il 2012 sopra il 3%, scendendo sotto tale soglia solo negli ultimi tre mesi, gli italiani si sono trovati a fare i conti con aumenti diffusi in tutti i settori (tranne le ormai tradizionali comunicazioni e la sanità). Secondo elaborazioni del Codacons sui dati Istat relativi alla spesa effettiva delle famiglie italiane, gli aumenti si sono tradotti in 925 euro di spesa in più per i single, 1.458 euro circa in più per una famiglia di 3 persone e 1.545 euro in più per un nucleo famigliare di 4 persone. Per la famiglia media “tipo” dell’ Istat, quella cioè composta da 2,5 persone, la stangata 2012 è stata un po’ meno forte, pari a 921 euro. Il capitolo che l’ Istat definisce “Abitazione, acqua, elettricità e combustibili”, in cui sono inseriti l’ affitto e le tariffe energetiche, è la voce che ha visto nel 2012 il rincaro più significativo (+7,1%), pesando in modo determinante sui bilanci familiari. Nel caso di una famiglia mononucleo l’ aumento annuale è stato di oltre 592 euro, quasi il 60% dell’ incremento complessivo di 925 euro. Per i trasporti sono stati spesi invece 138 euro in più e per gli alimentari 91 euro in più rispetto al 2011.

franco limido

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